Intermodalità: la costante è sempre il trasporto su gomma

Si è parlato, si parla e si parlerà ancora tanto del trasporto intermodale. Come ben sappiamo la Commissione Europea ha stanziato negli ultimi 6 anni, circa 1,1 miliardi di euro per incentivare il trasporto di container via treno o attraverso le vie navigabili interne, ma, ciò nonostante, il traffico merci su gomma è aumentato del 6%.

La Corte dei conti Europea, secondo quanto stimato dai loro revisori contabili, ha presentato nel mese di marzo una relazione sul trasporto intermodale delle merci, nella quale si palesava l’obiettivo di raddoppiare il traffico ferroviario e aumentare il ricorso alle vie navigabili interne del 50%, dichiarando che gli obiettivi di taglio del trasporto merci su strada che l’Europa sperava di raggiungere entro il 2030 sono “irrealistici”, poiché i camion sono difficili da sostituire. Il trasporto su gomma, infatti, resta la modalità più diffusa e pratica sul mercato e, soprattutto, rappresenta la costante; infatti esiste il trasporto terrestre dei container marittimi, trasporto combinato strada-rotaia e trasporto combinato strada-mare. Per questo motivo il trasporto strada è irrinunciabile per il movimento merci e per l’intermodalità.

Diciamo che pian piano le nostre soddisfazioni stanno arrivando. Già come analizzato lo scorso mese, il Governo sta cercando con buoni risultati di risolvere step by step alcune problematiche accumulate da anni di cattiva gestione politica, sindacale e del comparto. Oggi, con questa presa di coscienza della Commissione Europea, credo che la strada per noi sia in continua salita. Ebbene sì, il riferimento è alla transizione ecologica e alle imposizioni del raggiungimento di traguardi difficilmente concretizzabili, poiché per incentivarla abbiamo bisogno di rinnovare il nostro parco veicolare e viaggiare in connubio con i tempi moderni, con il rispetto per l’ambiente.

Abbiamo avuto la certezza che la nostra tipologia di trasporto è imbattibile, ma siamo consapevoli che anche noi dobbiamo fare la nostra parte per ridurre l’inquinamento rinnovando il nostro parco veicolare con uno sempre più ecologico e sempre più sicuro. Lo sappiamo noi come lo sa la Corte Europea. Ma il rinnovo del parco veicolare non avviene come si procede al cambio di armadio per la stagione estiva o invernale, ma necessita di strumenti necessari per l’attuazione.

Queste saranno problematiche che vanno affrontate da entrambi i lati ed in questo il Governo deve dimostrare di starci vicino e aiutare le imprese nella transizione ecologica per il rispetto di tutti ed in particolare per la categoria e l’ambiente. Noi siamo pronti.

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