Autotrasporto, riflessione di Antimo Caturano: «La protesta deve portare risultati, non divisioni»

Dopo le giornate di mobilitazione e il confronto con il Governo, il presidente di Trasportounito Caserta richiama la categoria all’unità, all’organizzazione e alla responsabilità. Una posizione che Free Services sostiene: difendere le imprese significa anche avere il coraggio di riconoscere ciò che non ha funzionato.

Le battaglie degli autotrasportatori meritano rispetto. Le difficoltà che attraversano le imprese sono reali, i costi di gestione continuano a mettere sotto pressione il settore e la necessità di risposte da parte delle istituzioni non può essere sottovalutata.

Ma sostenere una protesta non significa necessariamente condividerne ogni decisione, ogni modalità e ogni sviluppo.

È proprio da questa distinzione che nasce la riflessione di Antimo Caturano, presidente di Trasportounito Caserta, che dopo aver partecipato alla mobilitazione ha scelto di esprimere pubblicamente le proprie considerazioni sull’andamento della manifestazione.

Una presa di posizione che Free Services condivide nella sostanza, perché contiene osservazioni importanti, talvolta scomode, ma necessarie per il futuro dell’autotrasporto.

Il coraggio di sostenere una battaglia e riconoscerne i limiti

Caturano non ha osservato la protesta da lontano. Ha partecipato agli incontri e alla mobilitazione, condividendo inizialmente la volontà di costruire un fronte comune capace di portare all’attenzione del Governo le difficoltà delle imprese.

Nel suo racconto, però, con il passare dei giorni sarebbero emerse criticità organizzative sempre più evidenti: mancanza di coordinamento, richieste non sempre condivise, presidi autonomi e difficoltà nell’individuare una strategia unitaria.

Sono osservazioni che meritano attenzione.

Perché una categoria che intende presentarsi compatta davanti alle istituzioni deve prima di tutto essere capace di confrontarsi al proprio interno, individuare priorità e assumere decisioni riconoscibili e condivise.

Non è sufficiente essere uniti dalla rabbia o dalle difficoltà economiche. Occorre essere uniti anche nelle proposte.

Ed è qui che Free Services riconosce uno dei passaggi più importanti della riflessione di Caturano: una mobilitazione senza una direzione comune rischia di indebolire proprio le rivendicazioni che vorrebbe rafforzare.

Dopo l’incontro con il Ministro, serviva una strategia condivisa

Il 20 ottobre si è svolto a Milano il confronto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le rappresentanze dell’autotrasporto. Sul tavolo, tra le altre questioni, lo sblocco di risorse già stanziate e nuovi interventi contro il caro gasolio. Un ulteriore incontro istituzionale è previsto per il 27 ottobre.

Caturano pone una questione precisa: dopo il confronto con il Governo, non sarebbe stato più opportuno valutare gli impegni annunciati, definire le richieste ancora aperte e decidere insieme i passi successivi?

È una domanda legittima.

Questo non significa sostenere che gli annunci del Governo siano sufficienti o che le imprese debbano accontentarsi di promesse. Al contrario, proprio perché il settore ha bisogno di interventi concreti, è fondamentale distinguere ciò che è stato annunciato da ciò che verrà effettivamente realizzato.

Una parte dei manifestanti ha scelto di proseguire i presidi proprio per ottenere garanzie più concrete. È una posizione che va compresa e rispettata.

Ma anche la prosecuzione di una protesta dovrebbe rispondere a una strategia riconoscibile, con obiettivi chiari e decisioni condivise.

Continuare a manifestare può essere una scelta legittima. Continuare senza sapere con precisione quale risultato si intenda raggiungere rischia, invece, di trasformare uno strumento di pressione in una prova di resistenza.

La libertà di protestare non può cancellare quella di lavorare

Un altro punto sul quale condividiamo la posizione di Caturano riguarda il rispetto tra colleghi.

La protesta è un diritto fondamentale. Ma non può trasformarsi nell’imposizione di una scelta a chi decide diversamente.

Chi sceglie di fermarsi merita rispetto. Lo stesso rispetto deve essere riconosciuto a chi, per ragioni economiche, contrattuali o aziendali, decide di continuare a lavorare.

Dietro ogni mezzo ci sono un’impresa, impegni da rispettare, dipendenti e famiglie.

Non possiamo dimenticarlo proprio mentre chiediamo alle istituzioni di riconoscere il valore del nostro lavoro.

Le eventuali intimidazioni e gli atti di forza non rafforzano la categoria. Rischiano piuttosto di alimentare contrapposizioni che l’autotrasporto, in questo momento, non può permettersi.

Le associazioni servono proprio nei momenti più difficili

La riflessione di Caturano apre anche una questione più ampia: il ruolo della rappresentanza.

Le mobilitazioni spontanee possono avere il merito di accendere i riflettori su problemi trascurati, coinvolgere nuove energie e dare voce a imprenditori che non si sentono sufficientemente ascoltati.

Sarebbe un errore sottovalutare questa partecipazione.

Ma l’entusiasmo, da solo, non sostituisce l’organizzazione.

Occorrono persone capaci di raccogliere le istanze, confrontarle, tradurle in proposte sostenibili e portarle ai tavoli istituzionali. Servono interlocutori riconoscibili, capacità negoziale e continuità nel seguire gli impegni assunti.

Le associazioni di categoria devono dimostrare concretamente questa utilità, senza pretendere un’adesione incondizionata e senza considerare le mobilitazioni autonome come avversarie.

Il vero obiettivo dovrebbe essere quello di trasformare la partecipazione spontanea in una forza collettiva organizzata.

Free Services: condividere queste parole significa chiedere più risultati

Come Free Services, riteniamo che nella riflessione del presidente di Trasportounito Caserta ci siano molte verità che il settore dovrebbe avere il coraggio di affrontare.

Non perché chi ha proseguito la manifestazione abbia necessariamente torto. E neppure perché le ragioni della protesta siano venute meno.

Ma perché è necessario riconoscere che anche una battaglia giusta può essere gestita in maniera poco efficace.

La credibilità di una categoria si costruisce attraverso la capacità di individuare le priorità, difendere le proprie imprese e mantenere aperto un confronto serio con le istituzioni.

Da questo punto di vista, condividiamo un principio espresso da Caturano:

Perché una protesta non si misura dai giorni in cui si resta fermi, ma dai risultati che si riescono a portare a casa.

È una frase che dovrebbe accompagnare ogni riflessione sul futuro della mobilitazione.

Gli impegni annunciati dal Governo dovranno essere verificati. Le risorse dovranno arrivare effettivamente alle imprese. Le questioni ancora irrisolte dovranno restare al centro dell’agenda istituzionale.

E sarà proprio sulla capacità di ottenere queste risposte che si misurerà l’efficacia dell’azione collettiva.

Il valore delle persone incontrate e la necessità di non disperdere questa esperienza

C’è infine un elemento della riflessione di Caturano che merita di essere valorizzato: il ringraziamento rivolto ai tanti giovani e agli operatori preparati, determinati e appassionati incontrati durante la mobilitazione.

È forse da qui che bisogna ripartire.

Dalle persone che hanno dimostrato di avere a cuore il settore. Da chi ha investito tempo ed energie per portare all’attenzione delle istituzioni problemi concreti. Da chi, anche nelle divergenze, può contribuire a costruire una rappresentanza più forte.

La mobilitazione non dovrebbe lasciare in eredità soltanto polemiche o contrapposizioni.

Dovrebbe lasciare relazioni, nuove competenze, maggiore consapevolezza e soprattutto la volontà di lavorare insieme.

Free Services e Trasportounito Caserta condividono la necessità di un autotrasporto più unito, organizzato e capace di trasformare le proprie rivendicazioni in risultati.

Perché l’obiettivo non deve essere dimostrare chi abbia avuto ragione nel corso della protesta, ma fare in modo che le ragioni delle imprese trovino finalmente risposte concrete.

L’autotrasporto non ha bisogno di nuove divisioni. Ha bisogno di una voce forte, di obiettivi condivisi e di risultati verificabili.

D.B.

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