
La protesta contro il caro carburante continua a interessare diversi settori produttivi italiani. Dopo gli autotrasportatori e gli agricoltori, anche il comparto della pesca intensifica la mobilitazione, con numerosi pescherecci rimasti fermi nei porti.
Sono 43 le marinerie italiane che hanno sottoscritto un documento di richieste al Governo, chiedendo interventi urgenti per contrastare l’aumento dei costi del gasolio e sostenere le attività di pesca.
Nel frattempo, in Campania la situazione dei trasporti resta delicata. Dopo la rimozione di alcuni presidi, diversi mezzi pesanti hanno ripreso a circolare, ma persistono difficoltà nella movimentazione delle merci e nei collegamenti con alcune aree industriali e logistiche.
Particolarmente critica anche la questione dei rifornimenti. Nelle zone maggiormente interessate dalla protesta, numerosi distributori risultano senza carburante, mentre si registrano ancora ritardi nelle consegne e nella distribuzione dei prodotti.
L’attenzione è ora rivolta al Governo, impegnato oggi nell’esame di nuove misure a sostegno di autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
La mobilitazione, dunque, non può ancora considerarsi conclusa. Le prossime decisioni dell’esecutivo saranno determinanti per comprendere se si andrà verso una progressiva normalizzazione o un’ulteriore estensione delle proteste.
Free Services continuerà a seguire l’evolversi della situazione, riportando gli aggiornamenti verificati e le eventuali ripercussioni sulla circolazione e sulle attività produttive.
D.B.