Caro gasolio, la protesta arriva alla Regione Calabria

Autotrasportatori e agricoltori continuano la mobilitazione contro l’aumento dei costi. Circa cento mezzi pesanti questa mattina davanti alla sede della Regione a Catanzaro. A Vibo Marina trattori davanti ai depositi di carburante e lunghe file di autocisterne.

La protesta contro il caro carburante in Calabria entra in una nuova fase. Dalle prime ore di questa mattina, lunedì 5 ottobre, autotrasportatori e agricoltori sono mobilitati in diversi punti della regione, mentre una parte della protesta si è concentrata davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.

Secondo quanto riportato questa mattina da LaC News24, circa un centinaio di mezzi pesanti sono confluiti nel parcheggio della sede della Regione, aderendo alla manifestazione promossa da Fedralog Calabria. Il presidio è iniziato intorno alle 7 e vede anche la partecipazione di alcuni agricoltori provenienti dal Catanzarese.

L’obiettivo degli operatori è ottenere un confronto diretto con le istituzioni sulla crescita dei costi che sta mettendo sotto pressione le aziende del trasporto. Angelo Derenzo, referente provinciale di Fedralog, ha spiegato che la manifestazione punta all’apertura di un tavolo con la Regione e, successivamente, con il Governo nazionale. Secondo il rappresentante della categoria, l’incidenza del carburante sui costi delle aziende sarebbe aumentata sensibilmente negli ultimi mesi.

I trasportatori: margini sempre più ridotti

Dal presidio di Catanzaro arrivano anche le testimonianze delle imprese. Un rappresentante di G.I. Trasporti e Logistica ha spiegato al Corriere della Calabria che l’azienda sarebbe in deficit da circa sei mesi a causa dell’aumento del costo del carburante.

Gli operatori sottolineano come i margini nel settore siano già molto contenuti, indicati dalla stessa azienda tra il 3,5 e il 5% del bilancio annuo, e chiedono alla Regione non soltanto sostegni economici ma anche la costituzione di un tavolo tecnico permanente sull’autotrasporto.

Regione Calabria, sul tavolo 15 milioni di euro

La manifestazione arriva proprio mentre la Regione ha annunciato uno stanziamento di 15 milioni di euro per contrastare gli effetti del caro carburante.

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha annunciato che il provvedimento sarà portato oggi in Consiglio regionale. Restano però da definire nel dettaglio beneficiari, codici Ateco coinvolti e modalità di erogazione delle risorse.

Vibo Marina, trattori davanti ai depositi: autobotti ferme

La situazione più critica sul fronte della viabilità si registra però a Vibo Marina.

Dalle prime ore di questa mattina alcuni agricoltori hanno posizionato i trattori davanti agli accessi ai depositi di carburante Eni e Meridionale Petroli, impedendo il transito delle autobotti.

Nel corso della mattinata la fila dei mezzi pesanti si è progressivamente allungata fino a interessare l’area dell’incrocio dell’ex Statale 522, nei pressi del cementificio. Le immagini e i video pubblicati questa mattina mostrano le autocisterne ferme lungo la strada in attesa di poter accedere ai depositi.

Il presidio di Vibo Marina rappresenta quindi, al momento, uno dei punti più delicati della mobilitazione, con ripercussioni concrete sulla circolazione e sull’accesso ai depositi di carburante.

Una protesta che dura da giorni

La mobilitazione non nasce oggi. Negli ultimi giorni presìdi e manifestazioni hanno interessato numerose aree della Calabria, tra cui Davoli, la Piana di Sibari, Spezzano Albanese e altri centri, con agricoltori e operatori del trasporto che chiedono interventi sul prezzo del gasolio e più in generale sull’aumento dei costi di esercizio.

A Spezzano Albanese, per esempio, i trattori hanno continuato nei giorni scorsi a presidiare il quadrivio della Piana di Sibari. A Davoli la protesta lungo la Statale 106 è proseguita per più giorni.

La giornata di oggi diventa quindi particolarmente significativa: da una parte il confronto politico alla Regione sullo stanziamento dei 15 milioni, dall’altra autotrasportatori e agricoltori che mantengono alta la mobilitazione sul territorio.

La situazione resta in evoluzione.

D.B.

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