Tutti si lamentano, quasi nessuno segnala.

Le nuove disposizioni sui tempi di pagamento introdotte dalla Legge 18 luglio 2025, n. 105, stanno dimostrando di poter essere uno strumento concreto per contrastare i ritardi nei pagamenti nell’autotrasporto. Tuttavia, i dati emersi finora evidenziano soprattutto un altro aspetto: la scarsa partecipazione della categoria nell’utilizzo delle tutele messe a disposizione.

Dall’entrata in vigore della norma, infatti, all’Albo degli Autotrasportatori sono pervenute appena sei segnalazioni. Un numero già di per sé estremamente ridotto se rapportato alle continue lamentele che da anni caratterizzano il settore sul tema dei ritardi nei pagamenti. Ancora più significativo è il fatto che soltanto tre di queste segnalazioni siano state compilate correttamente e abbiano quindi potuto essere prese in carico e trasmesse all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Eppure proprio queste poche pratiche hanno dimostrato l’efficacia del meccanismo previsto dalla legge. Gli interventi dell’AGCM hanno infatti portato le imprese committenti coinvolte a regolarizzare i pagamenti dovuti ai vettori e ad avviare procedure interne per evitare il ripetersi delle violazioni. In altre parole, nei casi in cui gli operatori hanno deciso di utilizzare gli strumenti disponibili, i risultati sono arrivati.

Il dato delle sole tre segnalazioni valide appare quindi difficilmente giustificabile. Da un lato il settore continua a denunciare ritardi sistematici nei pagamenti, dall’altro gli strumenti predisposti per contrastare tali pratiche vengono utilizzati in misura pressoché irrilevante. Una contraddizione che solleva interrogativi sulla reale volontà della categoria di reagire a comportamenti che incidono direttamente sulla liquidità e sulla sopravvivenza di molte imprese.

L’Albo ha più volte fornito indicazioni operative, chiarimenti e istruzioni per consentire ai vettori di presentare correttamente le segnalazioni. Il fatto che la metà delle istanze ricevute sia risultata incompleta o non conforme alle procedure richieste evidenzia inoltre la necessità di una maggiore attenzione da parte degli operatori e delle stesse associazioni di categoria.

Se tre sole segnalazioni correttamente presentate sono state sufficienti a produrre effetti concreti, è lecito immaginare quale impatto potrebbe avere un ricorso più diffuso a questo strumento. Al contrario, limitarsi a denunciare genericamente il problema senza attivare le procedure previste dalla normativa rischia di trasformare una tutela potenzialmente efficace in un’opportunità mancata per l’intero settore.

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