L’ultima follia di Trump: 200mila camionisti immigrati fuori gioco

di Dario Bocchetti

Prima restringe l’accesso alle patenti professionali per migliaia di conducenti immigrati, poi presenta un programma per sostituirli con i veterani americani. È l’ultima controversa iniziativa dell’amministrazione Trump nel settore dell’autotrasporto statunitense.

Le nuove regole federali sulle patenti commerciali CDL potrebbero coinvolgere circa 200mila camionisti, compresi rifugiati, richiedenti asilo e altri lavoratori regolarmente autorizzati a lavorare negli Stati Uniti. Le patenti non saranno tutte annullate nello stesso momento, ma molti conducenti rischiano di non poterle più rinnovare, mentre quelle ritenute non conformi ai nuovi requisiti potranno essere revocate. Una stretta che potrebbe togliere dal mercato migliaia di professionisti già formati e operativi.

Contemporaneamente, Trump ha lanciato “Freedom Haulers”, un’iniziativa pensata per facilitare l’ingresso degli ex militari nel mondo dei trasporti, accelerando la conversione dell’esperienza acquisita nelle forze armate in una patente commerciale. Favorire l’occupazione dei veterani è certamente positivo, ma il problema nasce quando il loro inserimento viene presentato come la soluzione al vuoto creato dall’allontanamento dei camionisti stranieri.

L’amministrazione giustifica la misura parlando di sicurezza stradale e conoscenza della lingua inglese, ma la stretta non riguarda soltanto persone irregolari o conducenti non qualificati. A essere colpiti sono anche lavoratori che avevano ottenuto regolarmente la patente e che da anni trasportano merci sulle strade americane.

La vera follia, quindi, non è offrire nuove opportunità ai veterani, ma mettere fuori gioco fino a 200mila camionisti già presenti nel settore per poi presentare un nuovo piano di reclutamento come la soluzione alla carenza di autisti. Una scelta che rischia di aggravare le difficoltà delle imprese di trasporto, aumentare i costi della logistica e trasformare veterani e immigrati in strumenti contrapposti della propaganda politica.

Condividi l'articolo

Articoli Recenti