L’incendio che nella seconda metà di luglio ha interessato il Parco del Pollino, propagandandosi fino a lambire il tratto dell’autostrada A2 tra Sibari e Morano Calabro in direzione Reggio Calabria, ha avuto ripercussioni anche sull’area di servizio di Castrovillari, da anni punto di riferimento per migliaia di autotrasportatori impegnati lungo uno dei principali corridoi del Mezzogiorno.
L’episodio, che secondo la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali (Laaisn) sarebbe di origine presumibilmente dolosa, ha comportato la chiusura del tratto autostradale interessato e ha riacceso il dibattito sulla tutela delle infrastrutture utilizzate quotidianamente dal trasporto professionale.
Per l’associazione il problema va ben oltre l’emergenza incendi. Al centro delle preoccupazioni vi sono infatti la protezione delle aree di sosta, l’efficienza dei sistemi di intervento e la capacità della rete autostradale di assicurare continuità operativa e condizioni adeguate di sicurezza ai mezzi pesanti.
La presidente della Laaisn, Tania Andreoli, evidenzia come l’area di servizio di Castrovillari rappresentasse uno scalo strategico per gli autisti in transito e sostiene che quanto accaduto dimostri la distanza ancora esistente tra le esigenze del settore e gli standard previsti dal Pacchetto Mobilità europeo. Secondo Andreoli, le infrastrutture dedicate all’autotrasporto, comprese le aree di servizio, necessitano di un deciso ammodernamento per rispondere alle necessità di una categoria che ogni giorno garantisce la movimentazione delle merci.
L’autostrada A2 costituisce infatti un collegamento fondamentale tra il Centro-Nord, la Calabria e la Sicilia. Eventuali interruzioni della circolazione o l’indisponibilità delle aree di servizio possono incidere direttamente sulla pianificazione dei viaggi, sul rispetto dei tempi di guida e di riposo e sull’organizzazione delle attività di trasporto.
Laaisn richiama inoltre l’attenzione sui tempi necessari per domare le fiamme, ritenendo indispensabile un rafforzamento dei presidi di emergenza nei tratti autostradali maggiormente esposti a rischi ambientali. Per l’associazione, le aree di servizio rappresentano un’infrastruttura essenziale della logistica e non semplici punti di rifornimento: sono luoghi destinati alla sosta obbligatoria dei conducenti, al recupero psicofisico e alla sicurezza personale.
Nel comunicato diffuso dall’organizzazione vengono inoltre sollevate perplessità sull’attuale livello delle misure di prevenzione e pronto intervento, considerate non sempre adeguate a garantire la piena tutela degli utenti della rete autostradale, soprattutto in aree particolarmente sensibili.
Anche il vicepresidente Giuseppe Neri richiama l’attenzione sulle condizioni in cui operano quotidianamente gli autisti professionali. «Ogni giorno affrontiamo rischi importanti sulle strade italiane ed europee senza la certezza di poter rientrare a casa», afferma, sostenendo che l’incendio di Castrovillari abbia evidenziato la vulnerabilità di infrastrutture strategiche per il Paese. Secondo Neri, l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, considerata la vicinanza delle fiamme alla carreggiata e alle aree circostanti.
L’associazione conclude chiedendo un piano di interventi che rafforzi la sicurezza delle infrastrutture dedicate al trasporto merci, con particolare attenzione alle aree di servizio, considerate un elemento imprescindibile per garantire efficienza operativa, tutela dei conducenti e continuità della logistica nazionale.