Gasolio oltre 2 euro: in 13 giorni rincaro di 13,5 centesimi

Per un rifornimento di 1.000 litri si spendono 135 euro in più rispetto all’inizio di luglio. Sull’aumento pesano le tensioni internazionali, ma anche la fine dello sconto temporaneo sulle accise.

Il gasolio torna sopra la soglia dei due euro al litro e riaccende l’allarme per le imprese di autotrasporto.

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 15 luglio il prezzo medio nazionale del diesel self ha raggiunto 2,017 euro al litro sulla rete stradale e 2,086 euro al litro in autostrada.

La benzina self si attesta invece a 1,897 euro sulla rete ordinaria e a 1,986 euro in autostrada. Il gasolio costa quindi mediamente circa 12 centesimi in più della benzina.

In meno di due settimane 135 euro in più ogni 1.000 litri

A preoccupare non è soltanto il superamento della soglia simbolica dei due euro, ma soprattutto la velocità del rincaro.

Il 2 luglio il prezzo medio nazionale del gasolio self era pari a 1,882 euro al litro. In appena 13 giorni è quindi aumentato di 13,5 centesimi, con una crescita superiore al 7%. In autostrada, nello stesso periodo, il diesel è passato da 1,968 a 2,086 euro al litro.

Per un’impresa di autotrasporto significa spendere:

  • 67,50 euro in più su 500 litri;
  • 135 euro in più su 1.000 litri;
  • 405 euro in più su 3.000 litri.

Con più veicoli in attività, il maggiore costo può trasformarsi rapidamente in migliaia di euro aggiuntivi ogni mese.

Non è soltanto colpa delle tensioni internazionali

Le tensioni in Medio Oriente e i timori per le forniture di petrolio stanno influenzando le quotazioni internazionali e, di conseguenza, i prezzi praticati alla pompa.

Una parte consistente dell’aumento registrato a luglio è però legata anche alla fine della riduzione temporanea delle accise.

Dal 7 giugno al 3 luglio il Governo aveva applicato uno sconto di 5 centesimi al litro su benzina e gasolio. Dal 4 luglio le aliquote sono tornate ai livelli precedenti. Considerando anche l’IVA al 22%, la fine dello sconto ha inciso sul prezzo finale per circa 6,1 centesimi al litro.

Ciò significa che quasi la metà dei 13,5 centesimi di aumento registrati dal gasolio tra il 2 e il 15 luglio deriva dal ritorno della tassazione ordinaria. Il resto è riconducibile principalmente all’andamento dei mercati energetici e alle tensioni internazionali.

Autotrasporto nuovamente sotto pressione

Il nuovo caro gasolio arriva mentre le imprese devono già sostenere costi elevati per personale, manutenzione, assicurazioni, pedaggi e acquisto dei veicoli.

Per chi acquista migliaia di litri ogni mese, pochi centesimi di aumento possono compromettere la redditività dei viaggi, soprattutto quando i contratti non consentono di adeguare rapidamente le tariffe.

La soglia dei due euro non rappresenta quindi soltanto un problema per automobilisti e famiglie. Per l’autotrasporto è un nuovo aumento dei costi operativi che, se prolungato, rischia di ripercuotersi sull’intera filiera e sul prezzo finale delle merci.

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