Dalle accise alla tutela dei margini: la proposta è introdurre anche in Italia un meccanismo di adeguamento dei corrispettivi sul modello spagnolo
Non una nuova misura temporanea sul prezzo del carburante, ma una modifica strutturale dei rapporti contrattuali. È questa la strada indicata dalla Feoli – Federazione europea degli operatori della logistica integrata, che chiede al Governo di intervenire per collegare in modo automatico il costo del trasporto alle variazioni del prezzo del gasolio.
L’obiettivo è evitare che gli aumenti del carburante ricadano interamente sulle imprese di autotrasporto, soprattutto quando il prezzo viene definito prima dell’esecuzione del servizio. La proposta prende spunto dal sistema introdotto in Spagna, dove l’adeguamento del corrispettivo è diventato un elemento obbligatorio del contratto.
Secondo il presidente della Federazione, Enrico Folgori, gli interventi sulle accise possono attenuare nell’immediato la pressione sui costi, ma non affrontano il problema alla radice. «Tutto il sistema della logistica e del trasporto è in ginocchio», osserva Folgori, evidenziando come l’aumento delle spese operative stia comprimendo progressivamente la redditività delle imprese.
L’indicizzazione diventa automatica
La richiesta della Feoli è quella di introdurre attraverso un provvedimento urgente un sistema che aggiorni il prezzo del trasporto quando, tra la stipula del contratto e l’esecuzione del servizio, interviene una variazione significativa del costo del carburante.
L’adeguamento dovrebbe operare in entrambe le direzioni: un incremento del gasolio determinerebbe un aumento del corrispettivo spettante al vettore, mentre una diminuzione comporterebbe una riduzione equivalente. La variazione dovrebbe inoltre essere evidenziata distintamente nella fattura.
È proprio questo l’elemento che distingue il modello spagnolo. L’adeguamento non viene lasciato alla capacità negoziale del singolo autotrasportatore, ma costituisce una previsione obbligatoria del rapporto contrattuale. Per i trasporti ordinari l’aggiornamento scatta al raggiungimento di una variazione del 5%, salvo una soglia più bassa stabilita per iscritto. Nei rapporti continuativi, invece, il prezzo viene ricalcolato a ogni ciclo di fatturazione.
In Italia la norma esiste già
Un meccanismo di revisione è già previsto anche dalla normativa italiana. Nei contratti scritti di trasporto, il corrispettivo può essere adeguato quando il prezzo del gasolio registra una variazione almeno pari al 2% rispetto al valore assunto come riferimento alla sottoscrizione o all’ultimo aggiornamento.
Secondo Feoli, tuttavia, il limite italiano riguarda soprattutto l’effettiva applicazione della norma. La proposta è quindi di trasformare l’adeguamento in un automatismo più chiaro e vincolante, accompagnato da una metodologia uniforme e dall’indicazione separata dell’importo in fattura.
La questione, sottolinea la Federazione, non riguarda soltanto i vettori ma l’intera filiera logistica. Senza un sistema capace di trasferire almeno in parte le variazioni dei costi energetici sui corrispettivi, il rischio è che la volatilità del carburante continui a erodere i margini delle aziende.
Accise, nuova scadenza il 26 agosto
La proposta arriva mentre resta aperto il dossier carburanti. Alla mezzanotte del 26 agosto termina infatti l’attuale riduzione delle accise sul gasolio, che ha comportato uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro considerando anche l’effetto dell’Iva.
L’ultima proroga ha avuto una durata particolarmente breve ed è stata finanziata attraverso 20,8 milioni di euro derivanti dall’extragettito Iva registrato nel mese di luglio. Senza un ulteriore intervento, dal 27 agosto tornerebbero in vigore le aliquote ordinarie.
Nel frattempo il prezzo del diesel continua a mantenersi su livelli elevati, con una media che in autostrada ha già superato i 2,20 euro al litro. Il Governo è quindi chiamato a individuare nuove coperture, mentre una proroga generalizzata avrebbe un impatto significativo sui conti pubblici.
Da qui l’ipotesi di interventi più selettivi, rivolti alle categorie maggiormente esposte ai rincari. Per Feoli, però, la questione non può essere affrontata soltanto attraverso sconti temporanei: la vera sfida è costruire un sistema contrattuale capace di evitare che ogni nuova oscillazione del gasolio si trasformi automaticamente in una perdita per chi effettua il trasporto.