Gasolio, altri due giorni di sconto. Ma il governo rinvia ancora il problema

Il governo concede altri due giorni di ossigeno agli automobilisti e, soprattutto, alle imprese che utilizzano il gasolio per lavorare. Il decreto firmato oggi proroga infatti fino al 26 agosto 2026 la riduzione delle accise sul diesel. Una misura che evita, almeno per 48 ore, il ritorno all’aliquota ordinaria e mantiene alla pompa un beneficio complessivo stimato in circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto sull’Iva.

Dal 25 al 26 agosto, l’accisa sul gasolio utilizzato come carburante resta fissata a 532,90 euro per mille litri, contro i 672,90 euro dell’aliquota ordinaria. Il taglio è quindi di 14 centesimi al litro, ai quali si aggiunge il minore impatto dell’Iva. Per un rifornimento da 50 litri, il risparmio teorico arriva così a circa 8,50 euro.

Il problema, però, non è soltanto quanto si risparmia oggi. È quanto durerà ancora questo intervento.

Due giorni di proroga, poi si vedrà

Fino al 24 agosto la riduzione era stata finanziata attraverso tagli alle spese dei ministeri previsti dal precedente provvedimento. Per il 25 e 26 agosto entra invece in gioco il meccanismo dell’accisa mobile.

Una soluzione tecnica che, sul piano politico, evidenzia però una questione ormai difficile da ignorare: il costo dei carburanti continua a essere affrontato con interventi temporanei e proroghe dell’ultimo momento, senza una prospettiva strutturale.

Per l’autotrasporto il tema è particolarmente delicato. Il gasolio rappresenta una delle principali voci di costo delle imprese e ogni aumento si ripercuote sulla sostenibilità economica dei viaggi, sui costi della logistica e, alla fine della catena, sui prezzi delle merci.

Dal 27 agosto torna il conto?

Il vero appuntamento è quindi il 27 agosto. La proroga si ferma al giorno precedente e, in assenza di un nuovo provvedimento, l’accisa tornerebbe al livello ordinario. Il risultato sarebbe la perdita di circa 17 centesimi di beneficio complessivo al litro.

È difficile non rilevare la contraddizione di una politica che interviene sul prezzo del diesel per periodi sempre più brevi, lasciando imprese e operatori nell’incertezza su costi che, per chi fa autotrasporto, non possono essere programmati giorno per giorno.

Il governo guadagna altri due giorni. L’autotrasporto, invece, continua ad aspettare una risposta stabile. E soprattutto una politica sui carburanti che non sia costruita a colpi di proroghe e scadenze ravvicinate.

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