Furti nella logistica, Italia seconda in Europa: 159 episodi a luglio

La fotografia di TAPA EMEA evidenzia un rischio che coinvolge l’intera filiera. Oltre 22 milioni di euro le perdite dichiarate nei casi in cui è stato quantificato il danno

La sicurezza della supply chain continua a rappresentare una delle principali criticità per il settore logistico. I dati relativi a luglio 2026 raccolti dal TAPA Intelligence System restituiscono un quadro significativo: nei 53 Paesi monitorati tra Europa, Medio Oriente e Africa sono stati censiti 1.077 episodi criminali ai danni delle merci e delle infrastrutture della filiera.

Tra i Paesi maggiormente interessati c’è anche l’Italia, che con 159 casi si colloca al secondo posto, alle spalle della Germania, ferma a 200 episodi. Seguono Sudafrica, Spagna e Francia.

Un fenomeno che va oltre il furto del camion

I numeri mostrano come il problema non possa essere ricondotto esclusivamente agli assalti ai mezzi pesanti. Le rilevazioni comprendono infatti episodi verificatisi in diversi punti della catena logistica, dagli stabilimenti ai magazzini, dai punti vendita alle aree di sosta, fino ai trasporti in movimento.

La voce più consistente è quella dei furti commessi all’interno delle strutture, con 487 episodi, pari a oltre il 45% del totale. Seguono i 272 furti perpetrati direttamente dai veicoli. Nel mese sono stati inoltre registrati 54 furti di veicoli, 40 episodi di hijacking, 23 sottrazioni di camion e 14 di rimorchi.

Un conto economico difficile da ignorare

Anche sul piano finanziario l’impatto è rilevante. Soltanto 238 segnalazioni, circa il 22% del totale, indicavano con precisione il valore della merce sottratta. Nei casi in cui il danno è stato quantificato, tuttavia, la perdita complessiva ha superato 22,4 milioni di euro.

Particolarmente significativi i 40 episodi nei quali il valore della merce sottratta ha raggiunto almeno 100mila euro: in questi casi la perdita media è stata di 492.351 euro.

Non esiste un unico punto debole

La distribuzione geografica e logistica degli episodi conferma la natura articolata della minaccia. 275 casi sono stati registrati presso punti vendita, 245 nelle strutture di origine, mentre 108 sono avvenuti durante il trasporto. Altri 57 episodi hanno riguardato strutture di terzi.

Resta però una quota consistente di segnalazioni, 352 casi, per le quali il luogo del furto non è stato specificato. Per questo motivo i dati TAPA descrivono soprattutto il livello di esposizione complessivo della supply chain, più che il solo fenomeno dei furti su strada.

Anche l’Italia registra episodi di elevato valore

Nel quadro internazionale rientrano anche diversi colpi particolarmente consistenti avvenuti sul territorio italiano. A Pescara, il 10 luglio, cinque persone hanno utilizzato un veicolo rubato per sfondare l’ingresso di una gioielleria, provocando un furto stimato in un milione di euro.

Ad Agrigento il bottino ha riguardato gioielli e lingotti d’oro per circa 200mila euro. Un valore analogo è stato stimato per il colpo messo a segno a Mestre, dove sono stati sottratti gioielli e orologi.

Merci diverse, stesso rischio

Il ventaglio dei prodotti presi di mira è particolarmente ampio. Tra le categorie segnalate compaiono carburanti, denaro contante, metalli, preziosi, materiali per l’edilizia, prodotti alimentari, cosmetici, dispositivi elettronici, tabacco, medicinali, telefoni e componentistica automobilistica.

La fotografia di luglio indica quindi una vulnerabilità distribuita lungo l’intera filiera. Per imprese di trasporto, operatori logistici e committenti, la protezione del carico non può essere considerata una questione limitata alla fase di viaggio: il rischio può manifestarsi in ogni passaggio, dal deposito alla movimentazione, fino all’ultimo miglio.

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