Emergenza caro gasolio, fermo degli autotrasportatori a Ravenna: servono provvedimenti strutturali

La protesta degli autotrasportatori andata in scena nei giorni scorsi al porto di Ravenna rappresenta un segnale forte ed inequivocabile di una crisi che sta rapidamente estendendosi a tutto il settore della logistica e del trasporto merci.

Lunedì 23 marzo, una cinquantina di camionisti ha incrociato le braccia all’esterno del Terminal Container per due giorni, denunciando una situazione “molto grave”, determinata principalmente dall’aumento incontrollato del prezzo del gasolio.

La mobilitazione a Ravenna nasce da due questioni fondamentali e non più rinviabili. La prima riguarda l’emergenza legata al costo del carburante: i valori reali di esercizio non vengono riconosciuti, o lo sono solo in minima parte, generando uno squilibrio economico che mette a rischio la sostenibilità delle imprese. La seconda criticità è rappresentata dalle condizioni di lavoro, sempre più difficili e non adeguate ai costi e alle responsabilità del settore.

Per la vertenza è stata coinvolta l’associazione Trasportounito che con il Presidente della sezione di Ravenna, Giovanni Di Lione al quale si è aggiunto il Segretario Nazionale Maurizio Longo.

Entrambi gli aspetti sono stati portati da Trasportounito al tavolo della committenza nel corso di una lunga trattativa, durante la quale sono state affrontate non solo le criticità attuali, ma anche quelle prospettiche, con l’obiettivo di costruire soluzioni operative concrete.

Il confronto ha portato a un risultato significativo: nella serata di martedì 24 marzo, successiva alla riunione tra le parti, è stata decisa la revoca anticipata del fermo, a testimonianza della volontà comune di proseguire su un percorso di dialogo. Pur in assenza di un accordo formalmente sottoscritto, è stata accordata fiducia agli impegni assunti, ritenuti coerenti e operativamente validi.

Entro una ventina di giorni sarà effettuata una verifica sull’effettiva attuazione delle misure condivise, passaggio fondamentale per garantire condizioni di lavoro sostenibili e ristabilire un equilibrio reale nei rapporti tra autotrasporto e committenza.

L’assemblea conclusiva tenutasi al porto di Ravenna ha sancito la chiusura della vertenza con una stretta di mano tra tutte le parti coinvolte, che hanno riconosciuto il valore del confronto e della mediazione.

Resta tuttavia alta l’attenzione su una situazione che continua a destare forte preoccupazione. “Oggi – dichiara il Presidente di Trasportounito Ravenna, Giovanni Di Lione – accettare un viaggio può significare lavorare in perdita, in un contesto in cui gli aumenti dei costi, in particolare quelli legati al carburante, ricadono quasi esclusivamente sull’autotrasportatore, senza un adeguato riconoscimento lungo la filiera.”

“Serve un cambio di passo immediato – conclude il Presidente di Trasportounito Caserta, Antimo Caturano – E’ necessario introdurre meccanismi certi e vincolanti che garantiscano l’adeguamento delle tariffe ai costi reali di esercizio.

   

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