Il caro energia torna al centro del dibattito europeo nel vertice informale dei leader a Cipro, ma dalle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni emergono più allarmi che soluzioni concrete. La premier ha riconosciuto l’impatto diretto dell’aumento dei costi energetici sul settore dell’autotrasporto, sottolineando come la situazione stia rapidamente degenerando, con effetti a catena sui prezzi dei beni e quindi sull’inflazione.
Un’analisi che fotografa correttamente il problema, ma che evidenzia anche un ritardo nell’azione politica: l’emergenza nel comparto logistico non è certo improvvisa, e da mesi operatori e associazioni segnalano criticità crescenti senza risposte strutturali adeguate.
Nel suo intervento, Meloni ha invitato l’Unione Europea a mostrarsi “più coraggiosa”, chiedendo maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato e una revisione delle regole del Patto di Stabilità. Un appello che, tuttavia, sembra spostare il baricentro delle responsabilità su Bruxelles, senza chiarire quali misure immediate il governo italiano intenda adottare per sostenere un settore già in forte sofferenza.
Tra le ipotesi avanzate, quella di escludere alcune spese dal calcolo del deficit, sul modello del programma europeo per la difesa. Una proposta che apre scenari interessanti, ma che resta, al momento, sul piano delle intenzioni.
Nel frattempo, il comparto dell’autotrasporto continua a confrontarsi con margini ridotti e costi in aumento, mentre le imprese attendono interventi concreti più che dichiarazioni di principio.



