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EDITORIALI - Costi minimi: la sindrome da TAR Lazio e l’Europa che non ci piace. Il rinvio della sentenza non giustifica l'immobilismo dei controlli .

Tratto dal mese di Dicembre 2012 del Free Services Magazine

Anche l'udienza che si è svolta lo scorso novembre al Tar del Lazio non ha prodotto risultati!
Da mesi ormai tutti sono incollati alla sentenza del Tar come se fosse la risposta al quadro sintomatologico dei propri interessi o di quelli che si rappresentano. Nell'attesa del segnale semaforico dei giudici non viene neanche applicata la disposizione di Legge sul sistema dei controlli con la conseguente corretta applicazione delle sanzioni dovute. Tutto si è fermato come se si fosse in presenza di una vera e propria sindrome.
Tipico richiamo di quando sintomi o segni clinici sono di difficile interpretazione. In realtà molti attendono la sentenza del Tar con la speranza che questa possa risolvere i propri problemi di debolezza. Nel senso che, non avendo la forza o la volontà di dire chiaramente che sono contrari ai costi minimi, auspicano in composto silenzio una sentenza più o meno tranciante.
Non ci riferiamo soltanto al Sottosegretario Improta il quale, nel corso dell'ultimo incontro, aveva espresso la volontà di apportare modifiche al testo di legge, ma anche ad alcuni vertici delle associazioni dell'autotrasporto le quali, pur avendo sottoscritto l'applicazione dei costi minimi, provano a dimostrare, in ambienti riservati, una loro inefficacia nell'ambito di un non ben specificato e immaginato mercato dell'autotrasporto.
Noi riteniamo che la disposizione dei costi minimi debba essere difesa e quanto prima migliorata, sia sul versante della qualificazione dei costi e dei settori coinvolti, sia sul piano della verificabilità immediata rispetto alla loro osservanza. Dobbiamo quindi superare la sindrome da Tar Lazio e chiedere l'applicazione della legge: controlli e sanzioni.
Un ulteriore penalizzazione per l'economia italia l'economia italiana, per le sue esportazioni oltre che per gli autotrasportatori, che saranno costretti ad attraversare quotidianamente l'arco alpino, deriva dalla ratifica del Parlamento del Protocollo Trasporti per la protezione delle Alpi.
Questa l'ennesima batosta per un settore, quello dell' autrasporto merci, che ormai da anni si trova a lavorare in perdita e che rischia di dar vita ad una catena di chiusure e fallimenti tale da mettere a repentaglio non solo l'occupazione di migliaia di lavoratori, ma anche e soprattutto, la possibilità per il nostro Paese di continuare a giocare il ruolo che si è guadagnato, con grandi sacrifici dei trasportatori, nel mercato europeo dei prodotti alimentari freschi e del trasporto a temperatura controllata.
Vale a dire che non c'è MAI FINE AL PEGGIO.
In occasione del Natale e all'alba di un nuovo anno, auguriamo a tutti salute, felicità e prosperità.
Buon Natale 2012

 

 

TRASPORTOUNITO

Segreteria Nazionale

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