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2021, l'anno degli aumenti

antimo cat21dDa inizio anno abbiamo subito aumenti dei prezzi dei prodotti in tutti i settori, materie prime che scarseggiano con relativi ritardi nelle consegne, e come se non bastasse l'aumento circa del 20% del prezzo della benzina e del gasolio. Quest’ultima una vera e propria stangata per gli automobilisti e in particolare per gli autotrasportatori. Infatti, per l’autotrasporto italiano l'aumento del carburante incide pesantemente sul bilancio aziende, le stesse pagano circa 620,00 euro di accise ogni 1.000 litri di gasolio, mantenendo il triste record di essere al secondo posto in Europa per l’incidenza delle accise sul costo del gasolio, preceduti solo dagli olandesi.

In Italia ci sono ben diciotto accise che pesano sul prezzo del gasolio penalizzando le imprese di autotrasporto italiane rispetto ai tanti vettori stranieri che arrivano nel nostro Paese, per consegnare e ritirare merci. Per compensare le maggiori spese, fino ad oggi, è stato previsto un rimborso di parte di queste accise, 215,00 euro ogni 1.000 litri di gasolio acquistato e consumato da veicoli Euro 4 in su, ma questi rimborsi sono messi ulteriormente in discussione e ci chiediamo il perché! Non siamo stati forse abbastanza Eroi?, mi consento una vena sarcastica in un momento dove sembra che esistono solo doveri e non diritti...Ci teniamo a richiedere al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, il mantenimento dei rimborsi sulle accise o almeno posticipare la data del primo gennaio 2021, data da cui non sarà più possibile recuperare le accise sul gasolio consumato dai veicoli Euro 4. C’è da ricordare che il settore dell’autotrasporto ha già subito una forte penalità, dal primo ottobre 2020, per il mancato rimborso delle accise sul gasolio consumato dai veicoli Euro 3. Per questo chiediamo al Ministro di porre l’attenzione su questioni molto importanti per il settore che sono rimaste in sospeso, oltre a questa dei rimborsi delle accise sul gasolio, consumato dai veicoli Euro 4, c’è la questione del rimborso autostradale riferito all’anno 2020, che, ad oggi, ancora viene predisposta nemmeno la procedura per la presentazione della domanda dagli aventi diritto. L’anno scorso, per dare una boccata d’ossigeno al settore, fu erogato a giugno il rimborso dell’anno 2019, ma per quest’anno ancora niente. Queste questioni irrisolte, come molte volte detto, porterebbero ad effetti controproducenti con un inevitabile aumento dei costi del trasporto, e a cascata salirebbero ulteriormente i prezzi dei prodotti di largo consumo a danno dei consumatori finali Capiamo bene che le politiche del Governo di tagliare i rimborsi per i veicoli più vecchi è per indurre le imprese all’acquisto di veicoli nuovi ed ecosostenibili, ma questo non è il momento. L’unico modo possibile, per affrontare la transizione, è assicurare risorse finanziarie appropriate al Fondo per il rinnovo del parco veicolare, istituito presso il Mims, visto che nel precedente periodo di incentivazione, relativo alla prima finestra, in sole 4 ore e 46 minuti sono terminati tutte le risorse disponibili, fondi a dir poco leggeri se si calcola che in Italia sono circa 64.071 le imprese di autotrasporto attive che avrebbero bisogno di sostituire i loro veicoli. Staremo a vedere cosa succederà nella seconda finestra del Bando MIMS 2021, che sarà attiva dalle ore 10,00 del 14 maggio e fino al 30 giugno 2021 (almeno si spera... se non si esauriscono subito i fondi). A questo punto ci chiediamo, perché penalizzare una categoria, quella dell’autotrasporto, che ha mostrato ancora una volta, durante la pandemia, di tenere in piedi il paese, garantendo l’approvvigionamento dei beni di prima necessità ed il rifornimento di ospedali, farmacie e generi alimentari? Proprio in questa ottica, si ritiene incomprensibile ed inaccettabile un ulteriore taglio delle accise e un ritardo nell’erogazione dei rimborsi autostradali per il settore dell’autotrasporto, che colpirebbe inutilmente tutte le aziende sane che in questi anni hanno sostenuto forti investimenti. Tutto ciò non fa altro che far crescere  ulteriormente un malcontento che potrebbe indurre la categoria ad un fermo dell’autotrasporto, che significherebbe davvero mandare in tilt gli approvvigionamenti. Infatti, forti sono le preoccupazioni per proteste spontanee che potrebbero nascere e sfociare in situazioni difficili da gestione per l'ordine pubblico, proteste contro nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti. Il malcontento che si sta fomentando non fa riferimento ad alcun partito politico e in modo indipendente dalle associazioni, sostenuto solo da un malessere per i continui aumenti che pesano su chi già aveva una situazione economica difficile, figuriamoci nella situazione storica e sanitaria attuale, dove diventa un’impresa difficile sia per le famiglie che per le imprese arrivare a fine mese. Credo che questo non possiamo permettercelo, ed è per questo che il Governo deve attuare scelte saggie per tutte queste questioni rimaste irrisolte. Il mio ultimo pensiero di questo editoriale va ad Elio Pigliacelli, che nelle scorse sera, ad 85 anni, ci ha lasciati e se n’è andato lassù in cielo con suo fratello Romano, con il quale fondò la Autotrasporti Pigliacelli Spa a Frosinone. Se ne va un pezzo di storia del nostro settore, un uomo dal cuore grande, lavoratore instancabile e molto apprezzato. Lui, come Romano, non litigava mai con i suoi ragazzi, così amava definire i suoi dipendenti. “Sono persone come noi, sono nostri fratelli e quindi dobbiamo trattarli come essere umani, non come robot” amava ripetere. Ciao Elio.

 

 

2021, l'anno degli aumenti