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NOTIZIE - Bus in scarpata: Asaps, deboli i controlli sui trasporti

 

20130729 pullman100-4Il gravissimo incidente sulla A16 con 38 vittime e 10 feriti, forse la piu' grande tragedia stradale nella storia infortunistica del Paese, che negli ultimi 60 anni ha fatto contare oltre 500.000 morti e 14 milioni di feriti sulle strade, ripropone prepotente il tema della sicurezza nei mezzi professionali di trasporto: pullman e autocarri''.

E' l'intervento dell'Asaps, l'associazione amici sostenitori della Polstrada che da tempo chiede l'istituzione di un catasto dei sinistri gravi per investigare, conoscere e analizzare le fasi precedenti, concomitanti e successive all'impatto, sia con riguardo al mezzo che al conducente. ''Non e' possibile che un incidente come questo finisca solo in un fascicolo di una Procura - scrive il presidente, Giordano Biserni - qualche volta con addebito a causa accidentale o sconosciuta (specie se il conducente e' deceduto) e con un intervento della sola compagnia di assicurazione per il ristoro dei danni''. L'Asaps ritiene che in questa tipologia di incidenti nella maggior parte dei casi giochino un ruolo importante gli esasperati tempi di guida con lo sforamento delle 9 ore giornaliere ammesse, o il salto dei turni di riposo previsti dall'articolo 174 del CdS. A parere dell'associazione anche la lunga crisi economica sta incidendo nella spinta verso una forzata illegalita' nella registrazione dei tempi di guida, di riposo e del superamento dei limiti di velocita' registrati che e' ampiamente documentata. L'Asaps ha raccolto i vari e originali sistemi utilizzati dai sempre piu' numerosi conducenti, per taroccare i risultati registrati sul cronotachigrafo digitale, la scatola nera di piu' recente costruzione. Per fronteggiare questo fenomeno riteniamo si debba tornare ad una vigilanza estesa dalla strada al ventre dell'impresa, fatta di uomini e donne in divisa, professionisti del controllo all'autotrasporto capaci di fare verifiche tecniche su strada. La Polizia Stradale con gli scarsi mezzi a disposizione e il suo sempre piu' esiguo e invecchiato personale (mancano oltre 2.000 agenti in organico e l'eta' media e' ormai di 45 anni) fa sicuramente piu' di quello che puo', ma non riesce per tutto quello che oggi e' necessario. Sono insufficienti e sempre meno frequenti i controlli con i Cmr, centri mobili di revisione organizzati con il MIT che danno risultati molto utili.

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