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NORMATIVE : Contratto di somministrazione, ecco cosa cambia.

Il contratto di somministrazione è disciplinato dal Decreto Legislativo 276/2003 (Legge Biagi) e consente alle imprese di utilizzare mano d’opera esterna fornita da apposite agenzie autorizzate dal Ministero del Lavoro.

La materia è stato oggetto di perplessità e dubbi soprattutto in sede di utilizzo di personale interinale di un’azienda appartenente ad altro Paese dell’UE.

In realtà la Direttiva europea (14/2008) che orientava, in qualche modo, l’utilizzo del contratto di somministrazione è stata recepita solo recentemente dal Governo con il Decreto Legislativo n. 24 del 2/3/2012 (G.U. del 22/3/2012). Con tale direttiva, pur confermando sostanzialmente l’attuale disciplina, viene reso più semplice il ricorso al contratto di somministrazione per i lavoratori svantaggiati e introduce nuovi obblighi informativi a carico delle imprese utilizzatrici.

In particolare il decreto prevede:

  • Lavoratori svantaggiati

L’utilizzo dei lavoratori somministrati svantaggiati può avvenire anche se tale condizione non è prevista nei contratti collettivi nazionali (come nel caso del CCNL logistica, trasporto e spedizione) e non si computa ai fini dei limiti numerici previsti dagli stessi contratti. Per lavoratori svantaggiati si intendono:

- Precettori dell’indennità ordinaria di disoccupazione da almeno sei mesi;

- Precettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi;

- Soggetti iscritti alle liste di mobilità;

- Lavoratori definiti svantaggiati (Reg. comunitario 800/2008) con la distinzione fra svantaggiati (disoccupati da almeno sei mesi, privi di diploma di scuola media superiore, lavoratori ultracinquantenni) e molto svantaggiati (disoccupati da almeno 24 mesi).

  • Informazione ai lavoratori

E’ stato introdotto l’obbligo per le imprese utilizzatrici di informare i lavoratori somministrati dei posti vacanti a tempo indeterminato presso le medesime imprese.

  • Regime sanzionatorio

Ampliato il novero delle violazioni a cui si applica la sanzione amministrativa già prevista da 250 a 1.250 euro. Tra le nuove violazioni rientrano la mancata informazione ai lavoratori somministrati circa i posti vacanti in azienda e l’utilizzo della somministrazione ai sindacati territoriali.

 

L’art. 4 del D. Lgs. n. 72/2000 disciplina l’ipotesi della somministrazione transnazionale di lavoro, ossia la possibilità per le imprese fornitrici di lavoro temporaneo stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea di distaccare lavoratori presso imprese utilizzatrici aventi sede o unità produttiva in Italia.Con riferimento al profilo dei regimi autorizzatori, la disposizione prevedeva il rilascio, su richiesta dell’azienda interessata ad operare nel nostro Paese in forza di un provvedimento amministrativo di altro Stato membro, dell’attestazione di equivalenza da parte del Ministro del lavoro entro il termine di trenta giorni. Tale attestazione aveva la medesima efficacia dell’autorizzazione rilasciata alle imprese operanti sul territorio nazionale, ai fini dell’iscrizione all’albo delle aziende fornitrici.In attuazione del principio comunitario della libera circolazione dei servizi, tale comma è stato abrogato dal D. Lgs. n. 276/2003, così come modificato dal D. Lgs. n. 251/2004.

Ne deriva che attualmente le imprese fornitrici di lavoro temporaneo (rectius: agenzie di somministrazione) stabilite in uno Stato membro diverso dall’Italia, per operare legittimamente nel nostro Paese, non necessitano dell’autorizzazione prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 276/2003, qualora dimostrino di “operare in forza di un provvedimento amministrativo equivalente” rispetto a quello richiesto dalla legislazione italiana, rilasciato dalle competenti autorità dello Stato di provenienza (cfr. Circolare del Ministero del Lavoro n. 7 del 22 febbraio 2005). In proposito è opportuno richiamare i requisiti indicati all’art. 5, comma D. Lgs. n. 276/2003, concernenti la sfera patrimoniale delle agenzie che intendono operare nel mercato del lavoro. In particolare è previsto, nel primo biennio di attività, il versamento di un deposito cauzionale e, successivamente, la stipula di una garanzia fideiussoria, volta a rendere concreta ed effettiva la tutela del lavoratore nel caso di eventuali inadempimenti, di natura contributiva o retributiva, da parte delle agenzie di somministrazione. L’art. 5, comma 2, lett. c), prevede, nello specifico, l’esonero dalla prestazione di dette garanzie per le società che abbiano assolto ad “obblighi analoghi” nel rispetto della legislazione di altro Stato membro dell’Unione europea.

Riguardo al trattamento da riconoscere ai lavoratori temporanei, l’art. 4 del D. Lgs. n. 72/2000 prevede, il rispetto da parte delle agenzie con sede in altro Stato membro, della disciplina dettata per le agenzie italiane, oggi contenuta negli artt. 20 – 28 del D. Lgs. n. 276/2003 (il riferimento alla L. n. 196/1997 è da intendersi quale rinvio materiale alla disciplina di cui al D. Lgs. n. 276/2003).

Si precisa, pertanto, che anche nelle ipotesi di lavoro somministrato da agenzie comunitarie trova applicazione l’art. 23, comma 1, D. Lgs. 276/2003, che prevede il diritto del lavoratore interinale ad “un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore”, e la responsabilità solidale di quest’ultimo per l’adempimento dei crediti retributivi e previdenziali (art. 23, commi 1 e 3, D. Lgs. n. 276/2003).

Si ritiene, inoltre, applicabile l’istituto della diffida accertativa per i crediti retributivi, secondo le modalità sopra richiamate, in quanto la solidarietà per l’impresa utilizzatrice è in questa ipotesi prevista in via generale, come norma di applicazione necessaria, ai sensi dell’art. 23, comma 3, D. Lgs 276/2003.

NORMATIVE : Contratto di somministrazione, ecco cosa cambia.