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Scoperte false ditte di autotrasporto: rubavano le merci invece di consegnarle

poliziaInvece di consegnare le merci, le rubavano. È così che la polizia giudiziaria di Napoli ha scovato una vasta organizzazione a delinquere ai danni di altrettante ditte di logistica nazionali ed estere.

Le indagini, condotte e coordinate dalla squadra di p.g. del compartimento polizia stradale di Napoli, hanno portato alla disposizione di 10 avvisi di garanzia e conclusioni delle indagini preliminari a carico di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti nel gruppo criminale indagato, nonché alla disposizione di due misure degli arresti domiciliari nei confronti di Ernesto Squillante, di Sant’Antonio Abate (Na) e Giuseppe Matrone, di Scafati (Sa), amministratore  della società di autotrasporti denominata “C&C” con sede ad Angri (Sa) e all’applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Vincenzo Squillante, di Sant’Antonio Abate (Na).

Il fatto

Negli ultimi periodi, sull’intero territorio nazionale, si registrava un incremento impressionante di “un nuovo fenomeno criminale”  che stava  creando “allarme sociale” ed ingentissimi “danni economici” nei confronti di aziende di autotrasporti e logistica. Tale “problema ricadeva inevitabilmente  anche “sulle assicurazioni vettoriali e quindi sulle compagnie assicurative chiamate a risarcire il danno patrimoniale subito.

In effetti, la fase investigativa consentiva di individuare  un nutrito “gruppo criminale” specializzato nelle “appropriazioni indebite – truffe e altro” , operante su tutto il territorio nazionale.

Come agiva il gruppo criminale

Nello specifico, l’analisi criminale degli elementi raccolti consentiva di stabilire che i reati venivano portati a  compimento con le seguenti modalità:

- I malfattori costituivano una ditta di autotrasporti intestata ad una persona nulla tenente (cosiddetta testa di legno), dopodiché la ditta veniva registrata regolarmente sulle banche dati presenti sul web dedicate alle aziende di autotrasporti;

- Sfruttando tali banche dati venivano contattate le vittime (aziende di trasporto – logistica o agenzie interinali di autotrasporti), alle quali venivano offerti “trasporti” per loro conto fornendo una tariffa vantaggiosa;

- Dopo le presentazioni (acquisizione visura camerale, documenti di circolazione ed altro) le regolari ed ignare aziende contattavano i referenti delle società “illegali” su delle utenze “attivate ad arte e proprio per tale scopo” (non intestate a loro) richiedendo indicazioni sui veicoli impegnati per il trasporto ed il conducente assegnato allo stesso;

- Dopo avere verificato la documentazione ricevuta, le ditte “ignare”  assegnavano il “viaggio” fornendo le indicazioni relative al carico, il luogo di ritiro e di scarico/consegna. Una volta raggiunto il luogo di carico i soggetti verificavano la merce caricata e dopo averne accertato “il valore economico “ (direttamente sul luogo di carico – o dalla documentazione amministrativa d.d.t./fatture), la caricavano sul mezzo in loro possesso e invece di consegnarla nel posto prestabilito, se ne appropriavano indebitamente.

- Una volta appropriatisi la merce veniva trasportata in luoghi (parcheggi depositi) in loro disponibilità, dove veniva stipata sino al momento della ricettazione della stessa;

In molti casi le ditte truffatrici, fornivano i loro mezzi di documentazione di circolazione “falsa” avendo così la possibilità di “ far apparire lo stesso veicolo commerciale intestato a più ditte di autotrasporti”, in modo da poter eludere o comunque rendere problematici i controlli e la loro individuazione.

Sulla scorta della analisi dei reati sopra menzionati, si portava alla luce il ben organizzato sodalizio criminale che, nella fattispecie e avente come base logistica il territorio di Sant’Antonio Abate, si era  specializzato in una serie di elaborati artifizi con i quali riuscivano ad appropriarsi indebitamente di ingenti quantitativi di merce a loro affidati, in qualità di sedicenti autotrasportatori, dalle aziende produttrici/proprietarie.

I carichi asportati, molti dei quali recuperati e restituiti agli aventi diritto dagli operatori di questa squadra di polizia giudiziaria, consistevano in merce di elevato valore commerciale che, senza ombra di dubbio alcuno, avrebbe finito  inevitabilmente per alimentare la rete della ricettazione con prodotti venduti sottocosto che, di riflesso, danneggiando di riflesso le numerose aziende oneste presenti sul territorio le quali difficilmente sarebbero riuscite a fronteggiare una concorrenza così spregiudicata con il risultato di creare un ulteriore grave danno economico anche ad aziende non direttamente collegate al reato in esame.

Sulla scorta delle indagini esperite dalla polizia stradale, svoltasi anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e localizzazioni Gps con apparecchiature installate sui veicoli industriali utilizzati dai malfattori e a conclusione della stessa, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata ha così predisposto le misure cautelari a carico dei malfattori.

Scoperte false ditte di autotrasporto: rubavano le merci invece di consegnarle