L’impennata del prezzo del gasolio continua a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, i rincari registrati dopo l’inizio della crisi nel Golfo Persico stanno colpendo in modo particolare i piccoli autotrasportatori, i cosiddetti “padroncini”, ma anche taxisti, NCC e agenti di commercio, categorie che vivono quotidianamente della mobilità professionale.
Nonostante il Governo abbia introdotto un credito d’imposta da oltre 320 milioni di euro per contenere gli effetti dell’aumento del costo del diesel, la misura interessa soltanto una parte del comparto. Possono infatti accedervi esclusivamente i mezzi pesanti adibiti al trasporto merci conto terzi con massa superiore a 7,5 tonnellate e classe ambientale almeno Euro V. Secondo la CGIA, quasi la metà delle imprese di autotrasporto resta quindi esclusa dal beneficio.
I numeri evidenziano la portata del problema. Dal 27 febbraio al 31 luglio 2026 il prezzo medio del diesel è aumentato del 20,9%, passando da 1,721 a 2,080 euro al litro, con un incremento di quasi 36 centesimi. Per un autocarro sotto le 7,5 tonnellate un pieno arriva oggi a costare circa 1.040 euro, ovvero 180 euro in più rispetto a pochi mesi fa. Anche la benzina ha registrato un incremento del 19,6%.
Secondo la CGIA, le misure nazionali non sono sufficienti ad affrontare un’emergenza che coinvolge l’intera economia europea. L’associazione chiede quindi un intervento coordinato da parte dell’Unione Europea, con la possibilità di autorizzare riduzioni temporanee delle accise, dell’IVA sui carburanti o altri strumenti di sostegno destinati ai comparti maggiormente esposti ai rincari energetici, come trasporto, agricoltura e pesca.
Lo studio fotografa anche il peso economico delle attività interessate. In Italia operano oltre 303 mila imprese riconducibili ai tre comparti analizzati: 68.482 imprese di autotrasporto, 31.590 tra taxi e NCC e oltre 203 mila agenti di commercio. La Lombardia è la regione con il maggior numero di attività, seguita da Lazio e Veneto, mentre a livello provinciale guidano Roma, Milano e Napoli.
Per il mondo dell’autotrasporto, il costo del carburante continua a rappresentare una delle principali voci di spesa. In uno scenario caratterizzato da margini sempre più ridotti e da una concorrenza elevata, ulteriori aumenti del gasolio rischiano di compromettere la sostenibilità economica di migliaia di imprese, soprattutto quelle di dimensioni più contenute che non possono trasferire integralmente i maggiori costi sui propri clienti.