Credito d’imposta gasolio, Trasportounito: “Troppi dubbi sulle misure del Ministero”

Pur riconoscendo un clima di confronto costruttivo durante l’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Trasportounito esprime un giudizio fortemente critico sulle misure illustrate dal Governo per fronteggiare l’aumento dei costi del carburante nel settore dell’autotrasporto.

A rappresentare l’associazione era il Vice Segretario Nazionale Giulio Stoppa, che ha evidenziato come il quadro complessivo resti caratterizzato da numerose incertezze, sia per quanto riguarda gli interventi emergenziali attualmente in fase di definizione sia per quelli già annunciati nei mesi scorsi.

Dubbi sul calcolo del contributo

Tra i principali punti contestati figura il primo intervento straordinario relativo al periodo marzo-giugno 2026. Secondo quanto emerso durante il confronto, il riconoscimento del 70% del maggior costo del carburante non riguarderebbe l’intera spesa sostenuta dalle imprese, bensì esclusivamente l’incremento del prezzo del gasolio registrato nel periodo considerato.

In termini pratici, se il costo del carburante fosse aumentato di circa 20 centesimi al litro, il contributo verrebbe calcolato solo su tale differenza e non sull’intero importo pagato per il rifornimento. Un’impostazione che, secondo Trasportounito, ridurrebbe sensibilmente il beneficio economico realmente percepito dalle aziende di autotrasporto.

Risorse insufficienti per il comparto

Ulteriori perplessità riguardano la disponibilità effettiva delle risorse. Dei 300 milioni di euro previsti dal provvedimento, 240 milioni sono destinati al trasporto merci, mentre i restanti 60 milioni saranno riservati al trasporto passeggeri.

Secondo l’associazione, la ripartizione dei fondi tra un parco circolante di oltre 420 mila veicoli industriali Euro 5 ed Euro 6 rischia di ridurre in maniera significativa gli importi riconosciuti alle singole imprese, rendendo l’intervento meno incisivo rispetto alle esigenze del settore.

Procedure e platea dei beneficiari

Trasportounito evidenzia inoltre numerosi interrogativi sulle modalità operative della misura. Restano infatti da chiarire i tempi per la presentazione delle domande, le procedure di istruttoria, gli adempimenti amministrativi richiesti, i controlli previsti e la definizione puntuale della platea dei beneficiari.

L’associazione sottolinea inoltre come le imprese che operano con veicoli Euro 4 e di categoria inferiore siano state completamente escluse dagli aiuti, una scelta che lascia senza sostegno una parte consistente del comparto.

Scetticismo sul tavolo permanente

Perplessità vengono espresse anche sulla proposta di istituire un tavolo permanente dell’autotrasporto. Secondo Trasportounito, le esperienze maturate negli anni precedenti non lasciano prevedere tempi rapidi né risposte concrete alle criticità che il settore continua ad affrontare.

Alla luce delle informazioni illustrate durante l’incontro ministeriale, l’organizzazione esprime quindi un giudizio complessivamente negativo sulle misure presentate, ritenendo che gli interventi, così come impostati, non siano ancora in grado di fornire risposte adeguate alle esigenze delle imprese di autotrasporto.

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