Codice della Strada, al via il confronto sulla riforma: focus su autotrasporto, digitalizzazione e nuove regole

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato la consultazione pubblica sulla proposta di revisione del Codice della Strada, un progetto che punta a ridisegnare l’intero impianto normativo e che resterà aperto fino al 13 settembre, termine entro il quale associazioni, enti e operatori potranno presentare osservazioni e contributi.

L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare un testo più moderno, semplice da applicare e maggiormente integrato con gli strumenti digitali. Non si tratta quindi di un aggiornamento limitato di alcune disposizioni, ma di una revisione complessiva destinata, nelle intenzioni del Governo, a sfociare in una nuova legge delega da presentare in Parlamento nei prossimi mesi. Resta però da verificare se il calendario politico e i tempi dell’iter legislativo consentiranno di rispettare questa tabella di marcia.

Tra i settori maggiormente interessati dalla riforma figura l’autotrasporto, per il quale vengono ipotizzate misure finalizzate ad agevolare il ricambio generazionale e a contrastare la cronica mancanza di conducenti professionali.

Una delle proposte prevede infatti la possibilità di conseguire la patente C1 già a 17 anni, anticipando di un anno l’accesso al percorso formativo destinato ai futuri autisti. Un’altra novità riguarda la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC): il documento ministeriale ipotizza che, limitatamente al territorio italiano, sia possibile guidare un veicolo per il quale è richiesta la patente C anche durante il percorso di formazione per ottenere la CQC, a condizione che il conducente sia regolarmente iscritto al corso e completi la qualificazione entro dodici mesi.

Secondo il Ministero, queste misure potrebbero facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro, soprattutto per gli autisti provenienti da Paesi extra UE che arrivano in Italia senza la qualificazione professionale già conseguita. Va tuttavia evidenziato che tali disposizioni dovranno confrontarsi con l’attuale normativa europea, che oggi disciplina in maniera diversa i requisiti necessari per l’esercizio della professione.

La riforma dedica ampio spazio anche alla digitalizzazione delle procedure amministrative. Tra le ipotesi allo studio vi è l’eliminazione dell’obbligo di esibire fisicamente patente e carta di circolazione durante i controlli, grazie all’utilizzo delle banche dati telematiche consultabili dalle forze dell’ordine. Anche i verbali di contestazione potrebbero essere gestiti esclusivamente in formato elettronico, mentre notifiche e provvedimenti amministrativi verrebbero trasmessi attraverso le piattaforme digitali dedicate, con l’obiettivo di ridurre tempi, adempimenti burocratici e rischio di frodi documentali.

Il progetto interviene inoltre sulla struttura stessa del Codice della Strada. Le norme verrebbero riorganizzate per argomenti omogenei, distinguendo le disposizioni valide per tutti gli utenti da quelle riservate a specifiche categorie, come gli autotrasportatori. Parallelamente è prevista una revisione del sistema sanzionatorio, con una classificazione più lineare delle violazioni e una significativa riduzione delle fasce sanzionatorie, accompagnata da una tabella unica che collegherà con maggiore immediatezza infrazione, importo della sanzione, decurtazione dei punti ed eventuali provvedimenti accessori.

La consultazione appena avviata rappresenta quindi il primo passaggio di un percorso che potrebbe portare a una delle più ampie revisioni del Codice della Strada degli ultimi decenni. Nelle prossime settimane il confronto con associazioni di categoria e operatori del settore consentirà di valutare la sostenibilità delle proposte e l’eventuale recepimento delle osservazioni prima dell’avvio dell’iter parlamentare.

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