Caro gasolio, l’Europa apre agli aiuti fino al 70%: ora la palla passa al Governo

L’Unione europea apre una nuova finestra di intervento sul caro gasolio e offre agli Stati membri la possibilità di sostenere direttamente i settori più colpiti dall’impennata dei costi energetici, autotrasporto compreso.

La Commissione europea ha infatti adottato un quadro temporaneo sugli aiuti di Stato legato alla crisi in Medio Oriente, consentendo ai governi nazionali di compensare fino al 70% degli extracosti sostenuti dalle imprese per l’aumento del prezzo del carburante. La misura riguarda, tra gli altri, il trasporto terrestre, quindi anche l’autotrasporto merci su strada, oltre ad agricoltura, pesca, vie navigabili interne e short sea shipping intra-UE.

Il meccanismo non rappresenta un contributo automatico già disponibile per le aziende italiane. Bruxelles ha autorizzato la possibilità di intervenire, ma saranno i singoli Stati a dover costruire e finanziare gli strumenti operativi. In altre parole, l’Europa ha aperto la porta: ora tocca al Governo italiano decidere se e come utilizzare questa flessibilità.

Secondo il quadro europeo, gli aiuti potranno coprire fino al 70% dei maggiori costi legati al carburante, calcolati rispetto a un parametro storico di riferimento. È prevista anche una procedura semplificata con un tetto fino a 50.000 euro per impresa, basata su stime generali dei consumi del settore. Le regole resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2026.

La novità arriva in un momento molto delicato per l’autotrasporto italiano. UNATRAS ha confermato il fermo nazionale dal 25 al 29 maggio 2026, denunciando l’impatto del caro gasolio sui bilanci delle imprese e chiedendo misure immediate per garantire liquidità e continuità operativa.

Sul piano nazionale, il ministro Matteo Salvini ha dichiarato che il Governo intende fare il possibile per evitare il blocco, ricordando il credito d’imposta da 100 milioni di euro già previsto per compensare la maggiore spesa del carburante nel trimestre marzo-maggio 2026 e annunciando l’obiettivo di aumentare il rimborso, arrivando a coprire oltre il 50% dei maggiori costi sostenuti dalle imprese.

La partita, dunque, resta aperta. L’autorizzazione europea fornisce uno strumento importante, ma non basta da sola a risolvere l’emergenza. Per il settore servirà un intervento rapido, chiaro e realmente accessibile, capace di trasformare la flessibilità concessa da Bruxelles in ristori effettivi per le aziende di autotrasporto.

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