ll ministro del Made in Italy annuncia possibili nuovi interventi contro l’impatto dei prezzi dei carburanti sull’inflazione. Nel lungo periodo, la strategia punta sulle rinnovabili e sull’autonomia energetica.
Il caro carburanti torna al centro dell’attenzione del Governo, con particolare riferimento alle conseguenze che l’aumento dei costi può avere sull’autotrasporto e, più in generale, sui prezzi di beni e servizi.
A evidenziare la necessità di nuovi interventi è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un’intervista alla Stampa ha sottolineato il rischio di un effetto a cascata sui prezzi. «Il contagio caro carburanti sui prezzi di beni e servizi è un rischio che stiamo contrastando», ha spiegato il ministro.
Secondo Urso, il Governo è già intervenuto attraverso il taglio delle accise e il credito fiscale destinato all’autotrasporto, con l’obiettivo di contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici. Misure che, nelle intenzioni dell’Esecutivo, hanno contribuito a limitare le ripercussioni inflazionistiche, pur senza eliminarle.
Ora, ha spiegato il ministro, il Governo attende i nuovi dati sull’andamento dei prezzi prima di valutare eventuali ulteriori interventi. Qualora fosse necessario, ha assicurato Urso, «il governo interverrà in misura adeguata».
La prospettiva indicata dal ministro prevede però interventi più selettivi. L’obiettivo è predisporre un piano immediato con misure emergenziali «più mirate», così da concentrare le risorse sui comparti maggiormente esposti all’aumento dei costi e, allo stesso tempo, preservare margini finanziari per sostenere il sistema produttivo.
Tra i settori considerati prioritari figura proprio l’autotrasporto, il cui ruolo nella formazione dei prezzi finali rende particolarmente rilevante l’andamento del costo del carburante. Le eventuali misure dovrebbero inoltre interessare i lavoratori dipendenti e, più in generale, chi utilizza veicoli per motivi professionali.
Accanto alle misure di emergenza, Urso richiama però la necessità di una strategia strutturale per ridurre la dipendenza energetica del Paese. La principale direttrice indicata dal ministro è quella delle fonti rinnovabili. Negli ultimi tre anni, ha ricordato, la produzione elettrica da rinnovabili è cresciuta del 40%, ma sarebbe necessario accelerare ulteriormente attraverso lo sblocco dei numerosi progetti ancora fermi.
Sul fronte delle accise, infine, Urso auspica un eventuale nuovo intervento costruito in modo condiviso con le società energetiche e petrolifere. Il ministro ha inoltre richiamato la necessità di un’azione omogenea a livello europeo, per evitare che differenze nelle politiche adottate dai singoli Paesi possano determinare squilibri competitivi tra le compagnie petrolifere.
Per l’autotrasporto, dunque, resta aperto il tema di possibili nuovi sostegni, mentre la discussione si sposta anche sulle soluzioni strutturali necessarie a ridurre nel tempo l’esposizione del sistema economico alle oscillazioni del costo dell’energia.