Caro carburante, il taglio di 17 centesimi sul gasolio già assorbito dai rincari

Il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio sembra aver già perso gran parte della sua efficacia. Gli aumenti registrati nelle ultime settimane hanno infatti riportato il prezzo del carburante su livelli sostanzialmente analoghi a quelli precedenti all’intervento del Governo, riaccendendo le preoccupazioni soprattutto per i settori dell’autotrasporto e della pesca.

A fotografare l’andamento dei prezzi è il monitoraggio quotidiano del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo i dati del 18 agosto, il prezzo medio del gasolio in autostrada, in modalità self service, si attesta a 2,173 euro al litro, contro i 2,170 euro del giorno precedente. Si tratta esattamente dello stesso valore registrato il 4 agosto, giorno in cui il Consiglio dei ministri aveva disposto la proroga della riduzione delle accise.

Il provvedimento, entrato in vigore il 28 luglio, prevede una riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio, prorogata fino al 25 agosto. Una misura pensata per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti che, alla luce delle quotazioni rilevate alla pompa, rischia però di essere progressivamente neutralizzata dai rincari.

Anche sulla rete stradale ordinaria il quadro resta elevato. Il 18 agosto il prezzo medio del gasolio in modalità self service è risultato pari a 2,099 euro al litro, rispetto ai 2,093 euro del giorno precedente e ai 2,100 euro rilevati il 4 agosto.

Per la benzina, invece, il prezzo medio self service in autostrada è salito a 2,073 euro al litro, contro i 2,071 euro del giorno precedente. Sulla rete stradale nazionale il valore medio è di 1,994 euro al litro.

Per le imprese di autotrasporto, che utilizzano il gasolio come principale voce energetica, il dato assume un peso particolare. La riduzione fiscale, se compensata dall’aumento del prezzo industriale del carburante, rischia infatti di trasformarsi in un beneficio solo nominale, senza produrre una reale riduzione dei costi di esercizio.

Il tema torna così al centro del dibattito sulla sostenibilità economica del trasporto su strada, in un momento in cui carburante, pedaggi, manutenzione e costo del lavoro continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese.

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