Benzina spacciata per solvente: sequestrati 33mila litri

L’autoarticolato proveniva dalla Polonia ed era diretto in Grecia. Il carburante sarebbe stato trasportato con documenti che lo indicavano come solvente industriale. Sequestrati il carico e il mezzo pesante.

Un carico di 33mila litri di benzina di contrabbando, falsamente dichiarata come solvente industriale, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Padova. Sotto sequestro è finito anche l’autoarticolato utilizzato per il trasporto, mentre il conducente, un cittadino ungherese, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Padova per contrabbando di prodotti petroliferi.

Il mezzo pesante proveniva da una raffineria situata in Polonia, aveva attraversato il confine italiano dal valico di Tarvisio e, secondo la documentazione esibita durante il controllo, avrebbe dovuto raggiungere la Grecia.

L’autoarticolato è stato intercettato durante un controllo effettuato dai finanzieri del Gruppo di Padova con il supporto della Polizia Stradale di Padova e Venezia. A insospettire gli operatori sarebbero state alcune incongruenze presenti nei documenti di trasporto, nel certificato di analisi del prodotto e nell’itinerario seguito dal mezzo.

Le analisi confermano: nella cisterna c’era benzina

I militari hanno quindi deciso di approfondire gli accertamenti, procedendo al prelievo di alcuni campioni del liquido contenuto nella cisterna.

Le prime verifiche hanno evidenziato caratteristiche incompatibili con quelle del solvente dichiarato. Il risultato è stato successivamente confermato dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia-Marghera: il prodotto trasportato presentava le caratteristiche chimiche della benzina.

La Procura della Repubblica di Padova e il giudice per le indagini preliminari hanno convalidato il sequestro preventivo dell’intero carico e del veicolo utilizzato per il trasporto.

Secondo le stime della Guardia di Finanza, l’accisa evasa sul quantitativo di carburante sequestrato ammonterebbe a oltre 15mila euro.

Il conducente rischia fino a cinque anni

Il camionista denunciato rischia una pena fino a cinque anni di reclusione e una sanzione pecuniaria compresa tra 31mila e 156mila euro, ferma restando la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto al traffico illecito dei prodotti energetici. Il contrabbando di carburante, oltre a sottrarre risorse alle entrate dello Stato attraverso l’evasione delle accise, può alterare la concorrenza nel mercato, danneggiando le imprese di trasporto e gli operatori che rispettano gli obblighi fiscali e le normative sulla movimentazione dei prodotti petroliferi.

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