Negli ultimi trenta giorni il settore dell’autotrasporto e della logistica ha attraversato una fase intensa, fatta di criticità strutturali ma anche di segnali positivi che meritano attenzione. Le nuove disposizioni sulle dichiarazioni doganali H1, con l’introduzione del contributo di 2 euro per ciascuna spedizione di valore non superiore a 150 euro, rappresentano l’ennesimo aggravio amministrativo che, sebbene contenuto nella singola operazione, assume un peso rilevante quando applicato su larga scala, aumentando costi e complessità operative in un sistema che avrebbe bisogno di semplificazione e chiarezza normativa.
Sul fronte della sicurezza, il grave episodio del TIR fermato a Massa Carrara con 100 kg di cocaina e 3 milioni di euro riporta al centro il tema della legalità e della responsabilità condivisa lungo tutta la filiera: l’autotrasporto regolare non può essere lasciato solo a fronteggiare fenomeni criminali che rischiano di compromettere l’immagine di migliaia di imprese sane, ed è necessario intervenire anche sui meccanismi di committenza e sui controlli a monte per garantire maggiore tracciabilità e trasparenza.
La digitalizzazione, che dovrebbe rappresentare un salto di qualità per il comparto, ha invece mostrato fragilità evidenti con il blocco del sistema RENTRI e del formulario digitale XFIR proprio nel giorno dell’avvio, costringendo le imprese a tornare al cartaceo tra incertezze procedurali, comunicazioni via PEC e dubbi interpretativi che generano confusione anziché efficienza.
Sul piano infrastrutturale la situazione resta complessa: tra divieti di sorpasso sull’A1, rimodulazioni temporanee delle corsie nel tratto Firenze Sud–Incisa per l’attivazione del nuovo viadotto e chiusure programmate nei weekend, ogni intervento necessario per migliorare la rete comporta comunque un impatto diretto su tempi di percorrenza, produttività e costi aziendali, mentre le limitazioni previste al Traforo del Monte Bianco nel mese di marzo incidono sui flussi internazionali, amplificando l’incertezza nei collegamenti europei. A ciò si aggiunge il dato del calo dei treni merci nei porti italiani per il terzo anno consecutivo, con una flessione nazionale del 2,51%, segnale che l’intermodalità fatica a consolidarsi e che la pressione sulla gomma rischia di aumentare ulteriormente in assenza di una strategia integrata dei trasporti.
In questo scenario non mancano tensioni di filiera, come quelle legate alla gestione dei container vuoti e ai ribaltamenti di costi che rischiano di compromettere l’equilibrio contrattuale e la sostenibilità economica delle imprese di autotrasporto, evidenziando la necessità di maggiore chiarezza nelle condizioni operative e nel rispetto reciproco tra vettori e committenza.
Accanto a queste criticità va però sottolineato anche un segnale positivo per il territorio campano e per il sistema logistico del Mezzogiorno, rappresentato dall’apertura del nuovo casello autostradale di Maddaloni, infrastruttura attesa da tempo che potrà migliorare l’accessibilità dell’area industriale e alleggerire la viabilità locale, contribuendo a rendere più efficienti i collegamenti tra rete autostradale, poli produttivi e interporti.
Allo stesso modo, l’iniziativa dell’Ambasciata di Spagna che promuoverà nel 2026 un seminario dedicato alle imprese italiane del trasporto e della logistica interessate al mercato iberico rappresenta un’opportunità concreta di crescita e internazionalizzazione in un momento in cui diversificare diventa strategico.
Ciò che emerge con chiarezza è la necessità di una vera regia di sistema: non possiamo permetterci digitalizzazioni che si bloccano alla partenza, infrastrutture che riducono temporaneamente la capacità senza adeguate misure di compensazione, oneri burocratici che si sommano e tensioni contrattuali che scaricano i costi verso l’anello più debole della filiera.
Il comparto dell’autotrasporto non chiede privilegi, ma regole certe, strumenti funzionanti, infrastrutture moderne e un mercato equilibrato in cui sicurezza, legalità e competitività siano obiettivi condivisi. Continueremo a rappresentare con determinazione le istanze delle imprese, convinti che solo attraverso responsabilità, dialogo istituzionale e visione strategica sia possibile restituire stabilità e prospettiva a un settore che rimane centrale per l’economia nazionale.
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