Autotrasporto, il 2026 comincia con vecchi problemi e nuovi aumenti

Per l’autotrasporto merci e la logistica italiana si prevedono alcuni aumenti che incidono in modo rilevante sui conti delle imprese. Si somma l’aumento delle accise sul gasolio che aumenterà di 4,05 centesimi al litro, l’imposta di due euro per ogni pacco, importato da Paesi extra-UE, aventi un valore inferiore a 150 euro, e l’incremento della maggior parte dei pedaggi autostradali per una media dell’1,5% la quale, moltiplicata per i chilometri percorsi dai veicoli industriali, rappresenta un costo consistente.

L’aumento delle accise sul gasolio colpirà interamente i veicoli aventi massa complessiva fino a 75 quintali ed anche i veicoli industriali aventi portata superiore con motori classificati euro 4 ed inferiori, e cioè 420 mila tir ai quali non è consentito effettuare il rimborso parziale delle accise.

Trasportounito definisce l’estensione dell’ETS, applicata dalle compagnie di navigazione per imbarcare mezzi di autotrasporto, una enorme tassa ambientale mascherata alla quale si aggiunge il supplemento del carburante. Le imprese di autotrasporto che utilizzano le autostrade del mare si troveranno in estrema difficoltà ma principalmente quelle sarde il cui biglietto risulta aumentato del 50%.

Trasportounito chiede lo stop all’applicazione dell’ETS oppure urgenti misure economiche pubbliche per tamponare crisi sia per il trasferimento di alcuni tipi di merce, il cui valore di mercato scade, sia per le imprese impegnate.

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Uno shop per gli autotrasportatori.

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