Autotrasporto al collasso: il governo ignora l’emergenza carburanti mentre la logistica italiana rischia la paralisi

Il settore dell’autotrasporto italiano lancia un ultimatum al governo. E questa volta il tono non è quello rituale delle richieste di categoria: è il segnale di un comparto arrivato al limite della sostenibilità economica. Nella lettera unitaria inviata il 7 maggio a Palazzo Chigi, tutte le principali associazioni della logistica e del trasporto merci presenti nel Comitato Centrale dell’Albo, tra queste TrasportoUnito, denunciano una situazione definita “di estrema criticità”, aggravata dall’esplosione dei costi energetici e dall’assenza di misure realmente efficaci.

Dietro il linguaggio istituzionale emerge un’accusa precisa: le decisioni adottate finora dall’esecutivo non hanno protetto le imprese più strutturate e virtuose. Il taglio delle accise sul gasolio commerciale, secondo le associazioni, avrebbe addirittura penalizzato chi negli ultimi anni ha investito in flotte moderne, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Una distorsione che colpisce proprio le aziende che hanno sostenuto i costi della transizione ecologica mentre il mercato continua a scaricare l’aumento del carburante sugli operatori più fragili.

Il nodo è politico oltre che economico. Il trasporto merci rappresenta l’infrastruttura invisibile che tiene in piedi produzione industriale, distribuzione e approvvigionamenti. Quando il settore entra in tensione, l’intera catena produttiva nazionale si espone al rischio di blocchi, ritardi e rincari. Non a caso il documento parla apertamente di “forme di protesta anche spontanee”, un riferimento che richiama le mobilitazioni degli autotrasportatori già viste in passato.

Le richieste avanzate al governo sono immediate: credito d’imposta compensativo, utilizzo rapido dei rimborsi sulle accise e sospensione temporanea di imposte e contributi. Misure considerate indispensabili per evitare una crisi di liquidità diffusa. Le associazioni ricordano inoltre che il quadro europeo consentirebbe interventi straordinari attraverso il Temporary Framework approvato dalla Commissione UE. Tradotto: gli strumenti normativi esistono, manca la volontà politica di attivarli.

Il vero problema, però, è sistemico. Da anni la logistica italiana vive compressa tra aumento dei costi operativi, dumping tariffario e margini sempre più ridotti. La crisi energetica legata alle tensioni internazionali ha semplicemente fatto esplodere una fragilità strutturale che istituzioni e committenza hanno preferito ignorare. Oggi il rischio concreto non è soltanto il fallimento di migliaia di imprese, ma la perdita di tenuta dell’intero sistema distributivo nazionale.

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Uno shop per gli autotrasportatori.

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