
Arriva una boccata d’ossigeno per il settore dell’autotrasporto, messo sotto pressione da carburanti alle stelle e margini sempre più ridotti. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera 6/2026, vengono stanziati oltre 145 milioni di euro per ridurre il peso dei pedaggi autostradali sostenuti dalle imprese nel 2025.
Il contributo riguarda i transiti effettuati lungo la rete autostradale italiana ed europea e sarà accessibile alle aziende che hanno sostenuto almeno 200mila euro di pedaggi annui (al netto dell’IVA). Una soglia che esclude i micro-operatori, ma che copre gran parte delle imprese strutturate del comparto.
Il sistema di rimborso resta progressivo: le agevolazioni variano in base al volume di spesa e alla classe ambientale dei veicoli. Per i mezzi più moderni (Euro VI o alimentazioni alternative), si parte da una riduzione del 5% fino ad arrivare al 13% per le aziende più grandi. Percentuali più basse invece per i veicoli Euro V.
Previsto anche un incentivo per chi viaggia di notte: le imprese che effettuano almeno il 10% dei transiti in fascia notturna potranno ottenere un ulteriore sconto, favorendo così una distribuzione più efficiente del traffico autostradale.
Ma dietro questo intervento si nasconde anche una criticità evidente. Se da un lato lo Stato continua a sostenere il comparto con strumenti “tradizionali” come i rimborsi sui pedaggi, dall’altro l’Italia resta indietro sul fronte dell’innovazione.
In Europa, infatti, il sistema dei pedaggi si sta evolvendo rapidamente verso modelli basati sulle emissioni di CO₂, premiando in modo concreto i veicoli meno inquinanti, in particolare quelli elettrici.
Nel nostro Paese, invece, il passaggio verso un trasporto realmente sostenibile appare ancora lento e poco strutturato. Il rischio è quello di trovarsi fuori gioco rispetto alle nuove regole europee, dove chi inquina paga di più e chi investe in tecnologie green viene premiato.
Il risultato? Un settore che riceve aiuti importanti nel breve periodo, ma che potrebbe pagare un prezzo alto nel medio-lungo termine se non accelera sulla transizione ecologica.



