L’Albo Nazionale degli Autotrasportatori ha pubblicato il Report finale della “Survey Autotrasporto Merci: Carenza Conducenti”, uno studio che analizza in modo approfondito uno dei principali problemi che da anni condiziona lo sviluppo del trasporto merci su strada: la crescente difficoltà nel reperire autisti professionali qualificati. L’indagine, realizzata attraverso questionari rivolti a imprese di autotrasporto, conducenti e autoscuole, offre una fotografia aggiornata del mercato del lavoro e individua le principali criticità che limitano il ricambio generazionale e la competitività del comparto.
La ricerca ha coinvolto 303 imprese di autotrasporto, 158 conducenti e 6 autoscuole, con l’obiettivo di analizzare contemporaneamente domanda e offerta di lavoro, oltre al ruolo svolto dal sistema della formazione. Ne emerge un quadro coerente: la carenza di conducenti non rappresenta più un fenomeno contingente, ma un problema strutturale destinato a incidere sulla capacità operativa delle aziende e sull’intera filiera logistica.
Secondo il report, l’88% delle imprese dichiara di avere difficoltà nel reperire conducenti qualificati. Una situazione che produce conseguenze concrete sull’attività aziendale: riduzione della capacità operativa, rinuncia a nuove commesse, aumento dei costi e minore competitività. Per fronteggiare l’emergenza, molte aziende ricorrono soprattutto a incentivi economici e a soluzioni organizzative di breve periodo, strategie che però difficilmente possono rappresentare una risposta stabile nel medio-lungo termine.
Anche dal punto di vista dei conducenti emerge un mercato del lavoro fortemente sbilanciato. Oltre la metà degli autisti intervistati ha ricevuto almeno tre offerte di lavoro negli ultimi due anni e l’84% ritiene di poter trovare una nuova occupazione in meno di un mese. Parallelamente, la professione continua però a perdere attrattività: oltre l’85% dei conducenti la considera poco o per nulla attrattiva, indicando come principali criticità le retribuzioni, gli orari di lavoro, lo stress, le responsabilità e la scarsa valorizzazione della figura professionale.
Il report evidenzia inoltre un progressivo invecchiamento della categoria. Gli under 35 rappresentano una quota marginale della forza lavoro, mentre prevalgono conducenti con lunga esperienza professionale. Un dato che conferma la difficoltà del settore nel garantire il necessario ricambio generazionale.
Interessante anche il focus dedicato alle autoscuole. Sebbene queste dichiarino di disporre di una capacità formativa superiore alla domanda attuale, il numero di candidati rimane insufficiente per soddisfare il fabbisogno delle imprese. Le principali criticità non riguardano tanto la durata dei percorsi o i tassi di completamento, quanto la limitata attrattività economica della professione, la scarsa domanda e, per i candidati stranieri, le difficoltà linguistiche.
Le conclusioni della survey convergono su un messaggio chiaro: la soluzione non può limitarsi al solo reclutamento di nuovi autisti. Occorrono interventi capaci di rendere la professione più attrattiva, migliorando condizioni di lavoro, valorizzazione economica e qualità dell’attività professionale, oltre a rafforzare il collegamento tra formazione e imprese. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile affrontare una delle principali criticità che oggi condizionano il futuro dell’autotrasporto italiano.