Il trasporto merci su strada continua a crescere, ma con esso aumenta anche il prezzo pagato in termini di sicurezza. I dati diffusi da ACI e Istat relativi al 2025 evidenziano infatti un quadro in chiaroscuro: se da un lato il numero complessivo delle vittime della strada in Italia registra una diminuzione, dall’altro il comparto dei mezzi pesanti mostra un andamento opposto, con un incremento sia della mobilità sia dei decessi.
Più camion sulle strade italiane
Nel corso del 2025 il traffico dei veicoli industriali ha fatto registrare un nuovo aumento. Secondo l’Indice di Mobilità Rilevata di Anas, la circolazione dei mezzi pesanti è cresciuta del 2,2%, un dato decisamente superiore all’incremento complessivo del traffico veicolare, fermo allo 0,1%.
Anche sulle autostrade si è registrata una maggiore attività. Le percorrenze dei camion sono aumentate dell’1,6%, contribuendo a portare il traffico complessivo della rete autostradale oltre gli 86 miliardi di veicoli/chilometro, con una crescita dell’1,9% rispetto all’anno precedente.
Un dato che conferma la centralità del trasporto su gomma nell’economia italiana, ma che impone una riflessione sulle condizioni di sicurezza in cui operano quotidianamente gli autotrasportatori.
Crescono le vittime tra gli autotrasportatori
Il dato più allarmante riguarda proprio i mezzi pesanti. Nel 2025 le vittime sono state 166, con un incremento del 13,7% rispetto al 2024. Si tratta del secondo aumento consecutivo, in netta controtendenza rispetto alle altre categorie di utenti della strada.
Nello stesso periodo, infatti, le vittime complessive degli incidenti stradali in Italia sono diminuite del 5,3%, attestandosi a 2.868 decessi. In calo anche i morti tra automobilisti, motociclisti, ciclomotoristi e pedoni.
Una differenza che evidenzia come il comparto dell’autotrasporto continui a essere esposto a rischi elevati, nonostante l’evoluzione tecnologica dei veicoli e i progressi nei sistemi di assistenza alla guida.
Aumentano anche gli incidenti
Nel 2025 sono stati rilevati 177.207 incidenti con lesioni, in crescita del 2,2%, mentre i feriti hanno raggiunto quota 237.822, con un incremento dell’1,7%.
Particolarmente significativa la situazione sulle strade extraurbane, dove gli incidenti sono aumentati del 4,7%. È proprio su queste arterie che si concentra quasi la metà delle vittime della strada (48,8%) e dove si registra l’indice di mortalità più elevato, pari a 3,6 decessi ogni 100 incidenti.
Sulle autostrade, invece, il numero degli incidenti è diminuito del 2,4%, anche se il numero delle vittime è cresciuto leggermente (+0,8%).
Distrazione e velocità restano i principali fattori di rischio
L’analisi delle cause conferma un quadro ormai consolidato. La distrazione alla guida, insieme a comportamenti incerti del conducente, rappresenta oltre il 21% delle cause degli incidenti sulle strade extraurbane.
Seguono la velocità non adeguata alle condizioni di marcia, responsabile di circa il 10% dei sinistri, e il mancato rispetto della precedenza o della segnaletica.
Complessivamente, distrazione, velocità e manovre scorrette continuano a rappresentare quasi la metà delle cause degli incidenti rilevati.
Controlli sempre più severi
Parallelamente è aumentata anche l’attività di controllo sulle imprese di autotrasporto.
Nel 2025 le sanzioni per il mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo sono cresciute del 38%, mentre quelle relative alla manomissione del cronotachigrafo hanno registrato un incremento del 17,5%.
Si tratta di dati che confermano l’attenzione delle autorità verso il rispetto delle normative europee in materia di sicurezza, considerate fondamentali per prevenire l’affaticamento dei conducenti e garantire condizioni di lavoro più sicure.
Un costo economico e sociale enorme
Oltre alle conseguenze umane, gli incidenti continuano ad avere un impatto significativo sull’economia nazionale. Secondo ACI-Istat, il costo sociale degli incidenti con lesioni supera i 18 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 4,4 miliardi legati ai sinistri con soli danni materiali.
Il costo complessivo raggiunge così 22,6 miliardi di euro, una cifra vicina all’1% del Prodotto interno lordo italiano.
Per il settore dell’autotrasporto, i dati del 2025 rappresentano un campanello d’allarme. L’aumento dei volumi di traffico conferma il ruolo strategico del trasporto su gomma, ma la crescita delle vittime tra i conducenti professionali dimostra quanto sia ancora necessario investire in prevenzione, formazione, infrastrutture sicure e rispetto delle norme sui tempi di guida. Un obiettivo che coinvolge imprese, autisti e istituzioni, chiamati a lavorare insieme affinché la crescita del comparto non continui a tradursi in un aumento del numero di vite spezzate.