Accise carburanti, cambia tutto dal 2 maggio: meno sconti sulla benzina, diesel ancora favorito

Dal 2 maggio cambia nuovamente il sistema di sconti sulle accise di benzina e diesel, con effetti diretti sui prezzi alla pompa e sulle tasche degli automobilisti. Dopo settimane di interventi straordinari per contenere il caro carburanti, il Governo ha deciso di rimodulare il taglio fiscale introducendo una proroga limitata e soprattutto differenziata tra i due carburanti.

La misura precedente, che prevedeva uno sconto generalizzato di circa 24,4 centesimi al litro, scade il 1° maggio. Senza interventi, i prezzi sarebbero schizzati rapidamente verso i 2 euro al litro per la benzina e oltre i 2,30 euro per il diesel, con un impatto significativo su famiglie, imprese e trasporti .

Per evitare un aumento così brusco, il Governo ha approvato una nuova proroga di circa tre settimane, ma con una struttura diversa rispetto al passato: il taglio resta pieno sul gasolio, mentre viene ridotto in modo sensibile sulla benzina. In pratica, il diesel continuerà a beneficiare di uno sconto vicino ai 20 centesimi al litro, mentre la benzina vedrà un taglio molto più contenuto, attorno ai 5 centesimi .

Questa scelta riflette una strategia precisa: sostenere in particolare il settore dell’autotrasporto e le attività produttive, fortemente dipendenti dal diesel, limitando al tempo stesso il costo complessivo per lo Stato. Il precedente taglio, infatti, ha già comportato una spesa pubblica rilevante, superiore al miliardo di euro .

Di conseguenza, dal 2 maggio gli automobilisti noteranno un aumento dei prezzi rispetto al periodo precedente, soprattutto per chi utilizza benzina. Il diesel, invece, dovrebbe subire rincari più contenuti grazie al mantenimento dello sconto pieno.

La misura è temporanea e resterà in vigore per circa 21 giorni, in attesa di eventuali nuovi interventi. Sullo sfondo resta il tema strutturale delle accise, con l’Italia che negli ultimi mesi ha già avviato un percorso di riallineamento tra benzina e gasolio, riducendo progressivamente il vantaggio fiscale storico del diesel .

Il rischio, però, è che senza ulteriori proroghe o interventi mirati, i prezzi possano tornare rapidamente a salire nelle prossime settimane, con effetti a catena su inflazione, trasporti e costo dei beni di consumo.

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