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Le vie del petrolio nero

antimo catQualche mese fa ero in autostrada verso Roma e mi hanno incuriosito le tante autocisterne per trasporto carburanti, di cui molte con targhe estere. Mi sono chiesto: perché un camion con targa slovena va a Napoli a scaricare il carburante, se lì vi sono raffinerie in loco?

Il costo di trasporto non incide di più sul prodotto? Ne è nata una riflessione tra me e me che mi ha portato a fare un po’ di ricerche e a documentarmi. Ho letto che le stesse domande se le sono poste le Direzioni investigative antimafia, che stanno indagando su diverse persone accusate a vario titolo di associazione di stampo mafioso, finalizzato al contrabbando di carburante e alla commissione di numerosi reati fiscali, dalla falsa fatturazione al riciclaggio.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, il gruppo acquistava carburante dalla Slovenia, lo importava in Italia vendendolo nel circuito degli autotrasportatori e delle pompe bianche, ovvero le stazioni di servizio indipendenti che non fanno parte del cartello delle compagnie di distribuzione di carburante più note, estranee all’inchiesta. Il giro permetteva di mettere sul mercato gasolio a prezzo molto più basso rispetto ai concorrenti, drogando così il mercato.

Anche Report ha ricostruito questa rete di contrabbando senza precedenti: si parla di un’evasione su cui sta indagando la Guardia di Finanza pari a ben 6 miliardi di euro all’anno… Una cifra che, se riuscissimo a recuperare, ci permetterebbe di risolvere parecchi problemi nel nostro Paese. La trasmissione di Rai 3 si è concentrata sulla rotta Libia-Malta-Italia. Non che sia una novità: si sa da anni che ingenti quantità di petrolio grezzo e prodotti raffinati estratte in Siria sono stati venduti di contrabbando dall’Isis alla Turchia, qui “ripulite” e legalizzate e poi vendute in Europa, Italia compresa.

L’appello che quindi mi sento di rivolgere è doppio; alle istituzioni, affinché attivino controlli più serrati già in autostrada, fermando questo traffico illegale su e giù per l’Italia; agli operatori dell’autotrasporto, affinché ci pensino due volte prima di acquistare carburante di dubbia provenienza, perché il contrabbando non solo rappresenta un illecito, ma crea anche danni gravissimi al circuito legale e alla collettività, soprattutto in termini di servizi (sicurezza, sanità, istruzione).

 

(Tratto dal numero di Febbraio 2019 di Free Services Magazine)

Antimo Caturano

 
Le vie del petrolio nero