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Lo stallo continua… e l’autotrasporto affonda

fotoAUna lunga crisi che si trasforma in uno scontro istituzionale senza precedenti. E, sullo sfondo, il fallimento di un sistema politico ormai a pezzi. Che cosa succederà ancora?

Difficile dirlo nel momento in cui mi ritrovo a scrivere.
Quello che gli italiani sanno però è che, in questo teatro dell’assurdo, in cui tornano alla ribalta i tecnici al governo in versione “lampo”, ci rimette solo chi fa fatica ad andare avanti, chi deve fare i conti con situazioni già drammatiche.

Tanto per fare un esempio, senza una Legge di Stabilità presentata da un governo a pieni poteri, automaticamente scattano gli aumenti Iva dal 2019. E, per far quadrare i conti dello Stato, tra i primi provvedimenti del nuovo governo potrebbe esserci anche l’aumento delle accise sui carburanti.
Un vero bagno di sangue per l’autotrasporto italiano, visto che tra tutti i Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è la nazione che impone il prezzo di accise più alto e i veicoli non interessati dal rimborso versano allo Stato circa il 56% di ogni euro speso in carburante.
Un ulteriore aumento di Iva e delle accise comporterebbe per le imprese ulteriori anticipi finanziari, che le stesse non sarebbero pronte ad affrontare. È evidente che lo stallo politico sta avendo conseguenze pesanti su un settore come il nostro che già arranca… Intanto penso al Brasile, che da giorni è letteralmente paralizzato dalla protesta degli autotrasportatori contro i rincari sui carburanti e sui pedaggi autostradali. Aeroporti fermi, trasporti pubblici bloccati nelle grandi città, industria a singhiozzo e ospedali in difficoltà…
Similmente anche gli autotrasportatori italiani, da mesi, sono colpiti da una serie di rincari, ma per il momento nessuno dice e fa niente.

Ma cosa succederebbe se adesso si fermasse anche l’autotrasporto italiano?
Meglio non pensarci…

 

(Tratto dal numero di Giugno 2018 di Free Services Magazine)

 

Antimo Caturano

Lo stallo continua… e l’autotrasporto affonda