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Riposo settimanale degli autisti, i chiarimenti del Ministero

ministero-lavoroIl datore di lavoro non può ripartire in più frazioni il credito orario complessivo del lavoratore per le ore di riposo settimanale non goduto. In altre parole, il recupero del riposo settimanale non può essere effettuato in un certo numero di ore per volta, ma va effettuato in maniera continuativa.

A chiarirlo è una circolare del ministero del Lavoro (n°37/0007136 del 29/04/215), scaturita dalla volontà di non equivocare il regolamento CE 561/2006, sule disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada, in quanto si credeva che tale recupero potesse essere frazionato in più periodi.

L’ambiguità nasceva dall’interpretazione della traduzione italiana del testo originale del Regolamento, dove si legge (par. 6 art. 8): “Nel corso di due settimane consecutive i conducenti effettuano almeno: due periodi di riposo settimanale regolare, oppure un periodo di riposo settimanale regolare ed un periodo di riposo settimanale ridotto di almeno 24 ore. La riduzione è tuttavia compensata da un tempo di riposo equivalente preso entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione”.

Il successivo paragrafo 7 precisa: “Qualsiasi riposo preso a compensazione di un periodo di riposo settimanale ridotto è attaccato a un altro periodo di riposo di almeno 9 ore”.

Quindi, la circolare sostiene che “il testo della norma, nella sua versione letterale, non impedisce di considerare compensata la riduzione del riposo settimanale anche attraverso la fruizione del riposo equivalente in più frazioni, a condizione che le stesse siano prese entro la fine della terza settimana successiva e che siano attaccate a un altro periodo di riposo di almeno nove ore”.

Tuttavia, nella maggior parte delle lingue ufficiali del regolamento, lo stesso articolo afferma che la fruizione del periodo di riposo settimanale a compensazione di quello eventualmente non goduto dall’autotrasportatore avvenga “in blocco”, cioè in una volta sola, alle stesse condizioni citate. “In altre parole, il testo letterale della norma, nella maggior parte delle lingue ufficiali dell’Unione, non consente al datore di lavoro di ripartire in più frazioni il credito orario complessivo del lavoratore per le ore di riposo settimanale non goduto, come invece parrebbe consentito, in via interpretativa, dal testo della norma in lingua italiana”, afferma la circolare.

Riposo settimanale degli autisti, i chiarimenti del Ministero