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Settembre nero per l'autotrasporto

antimo catNel momento in cui scrivo, siamo alla fine di luglio e le imprese del settore si trovano alle prese con la chiusura dei bilanci e con la questione delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate, da presentare in dichiarazione dei redditi. Solo che questa del 2020 non è un'estate come tutte le altre e per le aziende è fondamentale avere la certezza di poter contare ancora su queste deduzioni.

Ma i problemi non finiscono qui. I committenti continuano a dilazionare i pagamenti, spesso usando il Covid come pretesto. Ecco perché nel DL Semplificazioni è necessario il definitivo inserimento del meccanismo di rafforzamento della norma vigente sui termini di pagamento per i servizi di autotrasporto e la ripubblicazione dei valori di riferimento dei costi di esercizio che, non avendo una precisa normativa che li renda obbligatori, sono rimessi all'autonomia negoziale della committenza, che decide se applicarli o meno.
Senza entrare troppo nel dettaglio, il committente deve farsi carico dei costi di esercizio, in maniera corresponsabile con il vettore; d'altro canto, stabilire un costo minimo del trasporto, al di sotto del quale non si potrebbe scendere, significherebbe combattere situazioni di illegalità che arrivano fino all’evasione contributiva: questioni che riguardano non solo l'autotrasporto, ma anche la qualità del vivere civile in un Paese come il nostro. Inoltre, è necessario prevedere la possibilità per l’autotrasportatore di rivolgersi a un giudice per ottenere la differenza non pagata dai committenti.
A chi sostiene che i costi minimi rappresentino un provvedimento anacronistico, vorrei ricordare che la Corte Costituzionale li ha anzitutto dichiarati legittimi, ma addirittura ne ha sottolineato il ruolo centrale nella lotta alla violazione delle regole di sicurezza, precisando che l’osservanza di una regola può essere assicurata non soltanto attraverso norme repressivo-sanzionatorie, ma anche mediante norme dirette a prevenire la violazione, rimuovendo o quanto meno riducendo l'interesse a commetterla.
Non è possibile che ancora oggi vi siano trasportatori che applicano tariffe non in grado di coprire i costi di esercizio: si tratta di una grave stortura che danneggia il nostro settore e, in maniera inaccettabile, la sicurezza sulle strade. Noi auspichiamo che sia finito il tempo dei vaneggiamenti, dei rinvii, dei ricorsi pretestuosi, delle censure immotivate. E facciamo nostro l'appello dei vettori, affinché gli autotrasportatori siano tutelati, specie in questo momento storico così delicato.

Settembre nero per l'autotrasporto