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Come cambia l’autotrasporto in Europa!

antimo catAlla soglia del nuovo anno, un passo in avanti verso la riforma comunitaria dell’autotrasporto è stato compiuto. Qualche giorno fa, infatti, il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) - organo del Consiglio dell’Unione europea – ha approvato il pacchetto sulla mobilità.


Le norme in materia di durata massima del lavoro e tempi minimi di riposo per i conducenti resteranno invariate. Tuttavia, sarà introdotto un certo grado di flessibilità nell’organizzazione degli orari di lavoro dei conducenti che effettuano servizi di trasporto di merci internazionale, per consentire loro di trascorrere più tempo a casa. I conducenti avranno inoltre il diritto di tornare a casa ogni tre o quattro settimane, in funzione del loro orario di lavoro.
Le nuove norme confermano che il periodo di riposo settimanale regolare (almeno 45 ore) deve essere trascorso fuori dal veicolo.
Per impedire il cabotaggio sistematico, sarà introdotto un periodo di attesa di 4 giorni prima di poter effettuare ulteriori operazioni nello stesso Paese.
Per contrastare il fenomeno delle “società di comodo”, la riforma rafforza il collegamento tra il luogo di stabilimento del trasportatore e le sue attività. Per garantire che questo collegamento sia autentico, gli autocarri utilizzati nei trasporti internazionali dovranno tornare alla sede dell’impresa almeno una volta ogni otto settimane. Questo periodo di otto settimane è concepito per consentire ai conducenti di tornare a casa, insieme al veicolo, alla fine del secondo ciclo di lavoro di quattro settimane.
Un elemento fondamentale per migliorare l’applicazione consiste nel disporre di un modo affidabile per registrare il luogo e l’ora in cui l’autocarro ha attraversato la frontiera e localizzare le attività di carico e scarico, per cui i tachigrafi analogici o digitali saranno sostituiti dalla seconda versione del tachigrafo intelligente entro la fine del 2024.
Mancano ancora alcuni passaggi prima che il testo diventi legge, anche se la strada sembra segnata. Ma, a nostro avviso, c'è una grave stortura da risolvere; le regole (rinnovo del parco veicolare, rispetto delle ore di guida e riposo, dei divieti, etc), infatti, sono percepite quasi come un "ostacolo" a causa della concorrenza sleale, che invece delle regole se ne frega e applica tariffe non conformi. Ecco perché bisogna garantire controlli serrati affinché questa piaga, principale causa di inquinamento del mercato, sia debellata. L'autotrasporto è un settore estremamente frammentato, perciò solo l’intensificazione dei controlli potrà essere la soluzione per ridare slancio al settore e consentire alle aziende di svolgere il proprio lavoro con tranquillità e nel rispetto delle regole. Ci auguriamo quindi che questo 2020 sia l’anno della serenità e del giusto riconoscimento del ruolo fondamentale che il nostro settore riveste per il Sistema Paese. Buon Anno a tutti!

Come cambia l’autotrasporto in Europa!