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Infrastrutture, vere leve di sviluppo e rilancio economico

foto Antimo Tutti, ma proprio tutti i governi italiani degli ultimi 10 anni hanno sottovalutato l’importanza degli investimenti pubblici infrastrutturali.
L’inefficienza delle reti stradali, ferroviarie e marittime innesca un meccanismo di decadenza generale che influisce negativamente sull'andamento del commercio e a sua volta sulle imprese, sul sistema lavoro e sulla diminuzione degli investimenti italiani e stranieri. In sintesi su tutto il sistema economico del Paese.

Eppure, nulla è impossibile per coloro che hanno volontà. Ne è un esempio il Ponte Morandi, la cui ricostruzione sta rispettando perfettamente i tempi di marcia: i lavori di cantiere dovrebbero essere ultimati nel prossimo mese di ottobre ed entro dicembre le società incaricate del progetto dovrebbero già consegnare l’impalcato di cui sarà costituito il ponte.
Le infrastrutture sono elementi importantissimi per la crescita del Paese, non ne possiamo fare a meno. In questi anni abbiamo toccato con mano che cosa significa per l’Italia essere così in ritardo sullo sviluppo infrastrutturale: comporta limitare moltissimo lo sviluppo del Paese e l’occupazione. Senza investimenti pubblici seri su questo fronte, l’economia del Paese non parte. È evidente che c’è un ritardo politico ed un pregiudizio culturale sulle grandi opere.
Soprattutto il Sud è completamente tagliato fuori dall'Europa senza la costruzione di grandi opere infrastrutturali. Tante sono le opere “dimenticate”: da strade e autostrade incompiute o mai partite ai bacini idrici vuoti in aree che ancora soffrono la siccità, dal Progetto del Sarno alla S.S. 117 Nord-Sud in Sicilia, dalla tratta Telese-San Lorenzo della Napoli-Bari, al raccordo Salerno-Avellino.
Per uscire da queste sabbie mobili, bisogna mettere un punto alla logica dello scontro, della politica sempre a fiato corto e lavorare per il futuro. Quando si governa, non conta la quantità di risposte che si danno alle promesse fatte in campagna elettorale, ma come si riesce a rilanciare con forza il Paese.
Le opere pubbliche servono al Paese per migliorare la vita dei cittadini e ridurre quel costo aggiuntivo che limita la nostra capacità competitiva. Di 37 grandi opere strategiche programmate negli ultimi 15 anni, solo 11 sono quelle arrivate al traguardo. Sono in ballo posti di lavoro e risorse economiche che avrebbero una ricaduta positiva sull'economia nazionale.
Maggiori investimenti in infrastrutture, ma anche quelli in innovazione, ricerca, formazione, scuola: sono questi a fare da moltiplicatore per la creazione di posti di lavoro. Anche sulla pubblica amministrazione il Governo deve mettere più risorse nella manovra per sbloccare la contrattazione con il sindacato sull'innovazione, le nuove competenze dei lavoratori e digitalizzazione. Questa è la vera manovra espansiva per la crescita che servirebbe al Paese, la sfida da lanciare all'Europa in nome dello sviluppo.

 

 

(Tratto dal numero di Luglio 2019 di Free Services Magazine)

 

Antimo Caturano

 

Infrastrutture, vere leve di sviluppo e rilancio economico