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Pratiche illegali, respinto per ora l’attacco dei Paesi dell’Est

antimo Il Primo Pacchetto mobilità è arrivato, per il rotto della cuffia come si suol dire. Il Parlamento Europeo, infatti, l’ha approvato poco prima della fine della legislatura dopo mesi di difficili trattative. I punti salienti riguardano i limiti al cabotaggio e alle società estere fittizie, il distacco dei lavoratori stranieri e le modalità dei controlli.

La prima stretta, dicevamo, riguarda il cabotaggio: dopo tre giorni in un Paese estero, il camion dovrà passare almeno 60 ore nello Stato in cui ha sede. Il tutto accorciando i tempi sull’applicazione del cronotachigrafo intelligente. Anche sui furgoni, che sono stati riconosciuti come mezzi per praticare dumping sociale in modo meno evidente.

I provvedimenti sono duri anche contro le società estere fittizie, imponendo che le imprese abbiano la parte più rilevante della propria attività nel Paese in cui sono registrate.

Quanto all’impiego dei lavoratori in Paesi diversi da quello di origine (distacco), al momento è previsto che si applichino in linea di principio le stesse limitazioni previste per i settori diversi dai trasporti. Salvo quando in un Paese è previsto solo che si transiti (senza fermarsi per carico o scarico) e quando nello Stato di origine e quello di destinazione vengono effettuate solo due operazioni (un carico in partenza e uno scarico a destinazione o un’andata a vuoto e un ritorno con due carichi).

Anche la modalità dei controlli dovrebbero cambiare. Diminuendo quelli casuali, che possono riguardare tutti e concentrandone un numero maggiore sulle imprese già colte in infrazione.

Un’ulteriore risultato di questo pacchetto è che rimangono le vecchie norme sui tempi di guida e riposo, sia per gli autisti di camion che per quelli di autobus a lunga percorrenza. Resta vietato trascorrere il riposo “lungo” in cabina, anche se ci si ferma in aree attrezzate.

I  risultati di questa votazione però non sono ancora definitivi: lo diventeranno solo dopo le elezioni europee, dopodiché ci sarà un ulteriore voto. Solo allora il pacchetto mobilità sarà completo.

Il fatto che i tempi siano stati così lunghi, superando un’intera legislatura, dimostra non solo quanto sia delicato questo pacchetto, ma anche quanto sia evidente la contrapposizione tra l’Ovest - dove i costi sono superiori – e l’Est Europa, composto da Paesi che hanno costi più bassi e praticano da anni dumping sociale, sfruttando ogni buco nei controlli per operare abusivamente, anche nel nostro Paese, mettendo fuori mercato le imprese locali. Fatti, questi, che noi da sempre denunciamo, chiedendo provvedimenti seri per contrastarli.

Per ora non ci resta che aspettare la costituzione del nuovo Parlamento a Bruxelles e sperare che questo iter non subisca stravolgimenti o, peggio, finisca su un binario morto. Buon voto a tutti.

 

(Tratto dal numero di Maggio 2019 di Free Services Magazine)

 

Antimo Caturano

 

 

Pratiche illegali, respinto per ora l’attacco dei Paesi dell’Est