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L’Italia dello scaricabarile

foto antimoCi avviamo pian piano verso la primavera, ma non posso non condividere con voi l’indignazione che ho provato per quanto successo il mese scorso sulla A22. L’autostrada del Brennero, colpita da abbondanti nevicate, è rimasta a lungo bloccata “a causa di vari mezzi pesanti fermi”. Così ho sentito dire ai tg nazionali in quei giorni.

Ma siamo proprio sicuri che la colpa sia da attribuire ai mezzi pesanti? A mio avviso le cause sono ben altre. Addirittura c’è chi ha puntato il dito contro i pneumatici estivi… Peccato che per i camion esistono solo pneumatici quattro stagioni.

Come al solito questo è il Paese in cui si fa a scaricabarile, il Paese in cui invece di abbattere i muri dei pregiudizi, si trova più conveniente trovare consenso in un contesto in cui la gente vede la nostra categoria non come anello fondamentale della catena economica, ma solo come intralcio sulle strade.

Il direttore tecnico della A22, infatti, ha affermato che la situazione sull’autostrada del Brennero è degenerata per via dei numerosi mezzi pesanti non attrezzati. Non sarà invece che il manto stradale non era stato sgomberato dalla neve? Prima di giungere a conclusioni, quindi, sarebbe bene cercare di capire; meglio ancora sarebbe tacere su ciò che non si conosce. Quando vedo la nostra categoria alla gogna, faccio davvero fatica a tenere a bada un impeto di rabbia, specialmente perché la strada di cui parliamo è a pagamento e quindi il servizio dovrebbe essere perlomeno efficiente: è un’assurdità dare le colpe solo agli utilizzatori.

Il fatto è che soltanto chi in questo settore vive e lavora può sapere quanto è difficile e quanto è importante il lavoro che facciamo. Basti pensare che nei prossimi cinque anni, solo nel nostro Paese, ci sarà bisogno di 15-20mila autisti; ma il ricambio generazionale non sembra esserci: sono ancora pochi i giovani che si avvicinano a questo lavoro e i motivi li conosciamo bene. Tra tutti, specialmente l’investimento economico che bisogna fare per formarsi e per avviare l’attività. Perciò voglio ricordare a chi è pronto a emettere sentenze che, piaccia o no, quasi il 90% delle merci in Italia continua a viaggiare su gomma ed è quindi compito delle istituzioni far sì che l’ambiente di lavoro degli autotrasportatori sia davvero sicuro e decoroso. A partire dalle strade.

 

 

(Tratto dal numero di Marzo 2019 di Free Services Magazine)

 

Antimo Caturano

 

 

L’Italia dello scaricabarile