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Credito d’imposta per sanificazione e acquisto dpi

dpi-normativa-europeaIl Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dettato le modalità per usufruire dei crediti di imposta previsti dal Decreto Rilancio per venire incontro alle spese che le imprese sostengono ai fini dell’emergenza sanitaria. Si evidenziano pertanto le disposizioni relative al credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e per l’acquisto di dispositivi di protezione (articolo 125 del DL n.34/2020) che è usufruibile dalle imprese del settore. Beneficiari – Il credito spetta a tutte le imprese e anche agli enti non commerciali, quali le associazioni di categoria. Spese ammissibili – Il credito d’imposta spetta in relazione alle spese sostenute per

:a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;

 

b) l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;

 

c) l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;

 

d) l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;

 

e) l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

 

Misura del credito – Il credito d’imposta è pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, fino ad un massimo di 60 mila euro per ciascun beneficiario; è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione tramite modello F24.Presentazione della istanza – Per accedere al beneficio occorre presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate (direttamente o tramite un intermediario autorizzato) una apposita Comunicazione a partire dal 20 luglio e non oltre il 7 settembre 2020; la Comunicazione può essere corretta entro i suddetti termini; nella Comunicazione va indicato l’ammontare delle spese ammissibili (suddiviso tra quelle già sostenute fino al giorno precedente alla presentazione della comunicazione e quelle che si prevede di sostenere fino al 31 dicembre 2020), nonché il relativo credito d’imposta, pari al 60 per cento di tali spese e comunque non superiore a 60 mila euro. A seguito della presentazione della Comunicazione è rilasciata, al massimo entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto presentatore, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Ai fini del rispetto del limite di spesa globale della misura – pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020 - l’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è pari al credito d’imposta richiesto moltiplicato per la percentuale che sarà resa nota con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro l’11 settembre 2020. Detta percentuale sarà calcolata sulla base dell’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.

 

Utilizzo del credito d’imposta - Il credito d’imposta può essere utilizzato:

 

a) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;

 

b) in compensazione nel modello F24 a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del decreto che fissa la percentuale definitiva del credito. Non sono applicabili i limiti ordinariamente previsti per la fruibilità dei crediti di imposta.

 

Cessione del credito d’imposta - Fino al 31 dicembre 2021 i soggetti aventi diritto al credito d’imposta possono optare per la cessione, anche parziale, del credito stesso ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari. La cessione può riguardare esclusivamente la quota del credito relativa alle spese effettivamente sostenute, nei limiti dell’importo fruibile. La comunicazione della cessione deve avvenire esclusivamente a cura del soggetto cedente con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione del credito ceduto utilizzando le medesime funzionalità. Il cessionario può utilizzare il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stata comunicata la cessione, ovvero in compensazione col modello F24 entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione; la quota del credito d’imposta ceduto che non è utilizzata dal cessionario non può essere utilizzata negli anni successivi, né richiesta a rimborso, oppure ulteriormente ceduta. Solo entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione i cessionari possono ulteriormente cedere il credito, in alternativa all’utilizzo diretto.

 



 

 

 

 

 

 

 

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